Banche italiane da preferire a quelle spagnole secondo Berenberg

di ND82 Commenta

Meglio investire sulle banche italiane o su quelle spagnole? Berenberg non ha dubbi: gli istituti di credito del Belpaese si fanno preferire tenendo conto di cinque fattori fondamentali di valutazione

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Meglio investire sulle banche italiane o su quelle spagnole? Berenberg non ha dubbi: gli istituti di credito del Belpaese si fanno preferire tenendo conto di cinque fattori fondamentali di valutazione: rischi macroeconomici, rischi legati alla regolamentazione del settore bancario, rischi sul capitale e dividendi. Per ciò che concerne le big del settore, Berenberg consiglia di puntare su Intesa Sanpaolo e Unicredit piuttosto che su Bbva e Santander. Tuttavia, su questi istituti di credito continua a pendere un rating negativo: il broker consiglia di vendere le azioni (”sell”).

Su Ca’ de Sass il target price viene fissato a 1 euro, su Unicredit a 2,5 euro, su Bbva a 7,17 euro, su Santander a 2,5 euro. Berenberg sottolinea che i due big spagnoli sono meno esposti sul mercato domestico rispetto alle due banche italiane. Tuttavia, il broker intravede maggiori rischi per le banche spagnole a causa della maggiore percezione del rischio sul debito sovrano che gli investitori hanno sulla Spagna rispetto all’Italia.

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Berenberg ricorda anche che le banche spagnole sono più esposte a rischi di perdite su crediti e che le banche italiane sono meglio posizionate se si considerano i requisiti di Basilea 3. Infatti, Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno evidenziato un Core Tier 1 superiore al 9,6% nel primo trimestre dell’anno, mentre le due spagnole un ratio inferiore al 9,2%. A Berenberg piace anche la politica sul dividendo delle italiane, ritenuta più sostenibile.

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Inoltre, anche se le cedole offerte sono più basse, queste vengono pagate completamente cash. Bbva paga solo metà del dividendo in contanti. La preferenza su Unicredit e Intesa Sanpaolo viene rafforzata anche dalle valutazioni attraenti, visto che entrambi sono a sconto del 50% rispetto al tangible book value. Sul lungo periodo, però, Berenberg ricorda che la view sulle banche italiane resta negativa.

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