Rendimenti obbligazioni inferiori ai dividendi 2013

di Stefania Russo Commenta

Le obbligazioni societarie italiane sembrano non risentire affatto del clima di incertezza politica che ha seguito..

Le obbligazioni societarie italiane sembrano non risentire affatto del clima di incertezza politica che ha seguito le elezioni di fine febbraio.

Al contrario delle azioni, infatti, continuano a suscitare l’interesse degli investitori, soprattutto esteri, che risultano particolarmente attratti dai bond aventi un rating relativamente basso o addirittura dalle obbligazioni high yield, tra le più rischiose ma al tempo stesso tra le più remunerative.


A fronte di ciò, dunque, i rendimenti offerti dalle obbligazioni societarie italiane viaggiano su livelli piuttosto bassi, pertanto in molti casi risultato inferiori non solo rispetto ai BTP di uguale durata ma anche ai dividendi azionari offerti dalle stesse società emittenti.

Se si analizzano i rendimenti delle obbligazioni e la remunerazione distribuita agli azionisti nel corso del 2013 in relazione all’esercizio 2012 emerge infatti che sono davvero pochissime le obbligazioni societarie che superano le azioni in termini di rendimenti. In numerosi casi, come ad esempio nel caso di Snam, Hera, Terna, Eni, Atlantia, Enel e Piaggio, il rendimento delle obbligazioni è inferirore rispetto a quello delle azioni, mentre in altri casi c’è una sorta di pareggio, come ad esempio nel caso di Italcementi, Campari, Unicredit e Mediobanca.

Nello scegliere tra azioni e obbligazioni, tuttavia, oltre che dei rendimenti bisogna sempre tener conto anche del diverso grado di rischio dei due strumenti, in quanto i bond, al contrario dei titoli azionari, garantiscono sempre un rendimento e la restituzione del capitale a scadenza.

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