
I Buoni fruttiferi dematerializzati al contrario non vengono acquistati presso gli uffici postali ma direttamente online, accedendo al proprio conto bancario e effettuando l’acquisto direttamente dal proprio computer.

I Buoni fruttiferi dematerializzati al contrario non vengono acquistati presso gli uffici postali ma direttamente online, accedendo al proprio conto bancario e effettuando l’acquisto direttamente dal proprio computer.

Oltre a non comportare alcun tipo di spesa per l’acquisto e il rimborso, infatti, i Buoni fruttiferi postali non necessitano di un dossier titoli per cui il sottoscrittore non è costretto a dover pagare il bollo e le spese di tenuta del conto, spese che in caso di investimenti non eccessivamente elevati possono anche andare ad assorbire completamente i guadagni.

Per poter iniziare ad investire in Borsa è anzitutto necessario aprire un deposito titoli, ovvero una sorta di conto in cui risultano tutti i nostri movimenti. In altre parole il dossier titoli può essere inteso coma una sorta di portafoglio nel quale confluiscono le azioni comprate e fuoriescono le azioni vendute.

Gli esperti, in particolare, valutano il rendimento dei dividendi attraverso diversi indicatori, tra cui figura in primo piano il dividend yield, ovvero il rapporto tra la cedola e l’ultimo prezzo dell’azione. In altre parole attraverso il dividend yield viene calcolato il rendimento immediato del titolo, senza quindi considerare i guadagni o le perdite in conto capitale.

A rivelarlo è uno stress test condotto da Equita Sim e che ha individuato i titoli azionari che sono capaci di offrire della valutazioni attraenti anche nel caso in cui dovesse verificarsi una nuova recessione economica.

Il motivo è da ricercare nel fatto che il metallo giallo è da sempre considerato il bene rifugio per eccellenza, storicamente è stato infatti utilizzato per combattere l’inflazione e soprattutto come strumento per mettere al sicuro i propri risparmi in momenti di incertezza politica e di instabilità finanziaria.

La tassazione dovuta da ciascun investitore verrà prelevata dalla Società di Gestione del Risparmio, la stessa che si occuperà anche di rilasciare una certificazione relativa alle eventuali minusvalenze, che potranno essere compensate per i successivi quattro anni con plusvalenze realizzate mediante altri strumenti finanziari detenuti dallo stesso soggetto nel medesimo o in altri dossier titoli.

Il motivo di questo orientamento risiede nella natura stessa dei fondi comuni, ovvero strumenti che consentono all’investitore di diversificare il portafoglio senza concentrare il rischio su uno o pochi titoli, nonchè di accedere a mercati chiusi a investitori non istituzionali.

L’obiettivo di questa decisione è quello di limitare quanto più possibile le speculazioni, tuttavia secondo un’indagine condotta dalla Cass Business School dell’Università di Londra si tratta di una misura che può avere effetti dannosi e annullare completamente gli eventuali benefici derivanti dalla forte limitazione della speculazione.

Se è vero che il franco svizzero è stato capace di rivalutarsi del 40% nel corso dei due anni appena trascorsi, secondo gli esperti non si può non tener conto dell’assoluta solidità delle valute scandinave.