Patto di Stabilità, parte la revisione

di Valentina Cervelli Commenta

Non è una novità che il Patto di Stabilità scontentasse molti e che negli anni vi siano state differenti iniziative al fine che qualcosa venisse modificato: è per questo motivo che è stata valutata con soddisfazione la decisione della Commissione Europea d’iniziare l’iter di revisione dello stesso.

Più crescita nel Patto di Stabilità

Essa è sopraggiunta a margine di una rilettura da parte della Commissione del Patto di Stabilità scaturita in un’analisi di quello che poteva essere migliorato o meno: qualcosa che coinvolgerà attraverso incontri, simposi e iniziative non solo i Governi degli Stati membri ma anche semplici cittadini e Università. Chi di dovere si è reso conto del fatto che le regole attuali più che stimolare la crescita tendono a rallentarla e che quindi vi è il bisogno di cambiare e rendere magari dove possibile il quadro normativo più flessibile, in modo tale di eliminare la disparità tra i paesi più deboli e quelli più forti piuttosto che esacerbarla.  Un patto di Stabilità quindi più “equo” che consenta di evitare che gli Stati affetti da problemi strutturali interni vengano lasciati indietro.

Lo ha sottolineato anche il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni: la stabilità è necessaria ma vi è bisogno di crescita: l’ìiter è partito mercoledì da un incontro pubblico a Bruxelles e continuerà per tutto l’anno attraverso confronti di diversa tipologia.

Perché serve una revisione del patto

La Commissione Europea ha sottolineato l’importanza del patto di Stabilità e delle sue regole di bilancio per il ruolo che hanno avuto contro squilibri e shock finanziari, ma ha deciso in questo importante momento di sostenere la crescita cambiando quella che è la percezione dell’accordo, visto generalmente come “troppo complesso, poco trasparente e poco prevedibile“. Non solo si vuole trovare un nuovo consenso attorno alle norme che regolano l’economia dell’Eurozona ma si punta a rendere più stabili i conti pubblici europei, dando modo anche a quei paesi che incontrano difficoltà a rimanere nei parametri stabiliti. Ha commentato Paolo Gentiloni:

La stabilità resta un obiettivo ma serve ugualmente sostegno alla crescita e alla mobilitazione di enormi investimenti per combattere i cambiamenti climatici. Dobbiamo consentire politiche anti-cicliche dati i limiti che affronta la Bce. La complessità delle regole rende difficile spiegare ai cittadini cosa dice Bruxelles ed è una cosa che non possiamo accettare.

L’Europa ha bisogno di rispondere alle nuove sfide che si stanno ponendo sulla sua strada: revisionare il Patto di Stabilità può rappresentare uno degli strumenti adeguati per farlo.

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