Quarta emissione BTP Italia chiusa in anticipo

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ieri in serata ha comunicato di aver deciso di avvalersi della facoltà di chiudere in anticipo il collocamento della quarta emissione di BTP Italia.

La decisione è stata presa a fronte dell’elevato volume di richieste, che al termine del primo giorno di collocamento hanno sfiorato complessivamente i 9 miliardi di euro. L’elevato interesse degli investitori verso questa tipologia di titoli di Stato ha disatteso le previsioni di alcuni analisti, che ipotizzavano un ammontare collocato per la quarta emissione di BTP Italia pari a circa 7 miliardi di euro.

BTP Italia volume ordini elevato per la quarta emissione

I BTP Italia si confermano uno strumento apprezzato dai risparmiatori. In occasione della quarta emissione di questa particolare tipologia di titoli di Stato, infatti, a sole quattro ore dall’inizio del collocamento sarebbero stati ricevuti ordini per un ammontare complessivo di circa 6 miliardi di euro.

A confermare l’andamento positivo del collocamento nel corso delle prime ore del primo giorno, pur non facendo numeri, Maria Cannata, direttore generale del debito pubblico italiano, che ha definito l’avvio “piuttosto buono” e ha fatto sapere di non temere alcuna ricaduta di tipo politico sull’emissione del nuovo BTP Italia.

Finmeccanica rinviata nomina nuovo presidente

Nel corso della riunione tenuta oggi, l’assemblea di Finmeccanica ha approvato la proposta di Stefano Di Stefano, rappresentante del Tesoro, di rinviare all’assemblea per l’approvazione del bilancio che si terrà a giugno ogni decisione riguardante la nomina di un nuovo presidente che andrà a sostituire Giuseppe Orsi e del nuovo consigliere che invece andrà a sostituire Franco Bonferroni.

L’esigenza di nominare i nuovi vertici, ricordiamo, deriva dagli eventi che hanno interessato la società nel corso degli ultimi mesi, ovvero le dimissioni del consigliere Bonferroni del 21 settembre scorso e quelle del presidente e amministratore delegato Orsi il 15 febbraio scorso in seguito alle indagini giudiziarie sulla commessa di 12 elicotteri all’India.

RCS presenta nuovo piano industriale

All’indomani della riunione del Consiglio di amministrazione per l’approvazione dei risultati realizzati nel corso del 2012, archiviato con una perdita netta di 509,3 milioni di euro, a Piazza Affari il titolo RCS viaggia in territorio negativo, nonostante la presentazione questa mattina alla comunità finanziaria del piano industriale 2013-2015.

Il nuovo piano punta soprattutto ad uno sviluppo del business digitale sia in Italia che in Spagna, che dovrebbe garantire la crescita e i margini. I ricavi digitali sono infatti previsti in aumento da 142 a 310 milioni di euro, mentre al contrario i ricavi derivanti da attività tradizionali caleranno da 1,37 a 1,19 miliardi.

Dollaro sotto quota 98 yen dopo deludenti dati macro cinesi

Stamattina prosegue il rimbalzo dello yen, iniziato venerdì quando sui mercati finanziari sono scattate le prese di beneficio dopo diversi giorni chiusi consecutivamente in rialzo. La moneta nipponica è favorita temporaneamente dal minore appetito per il rischio degli investitori, sorpresi dalla battuta d’arresto della Cina relativamente al pil e alla produzione industriale. Infattti, nel primo trimestre del 2013 il pil della Cina è cresciuto “solo” del 7,7% su base annua, sotto le stime degli analisti che si aspettavano una crescita dell’8%. Nel quarto trimestre del 2012 il pil era aumentato del 7,9%.

Manovra monetaria BoJ spinge l’euro al rialzo

Il mercato valutario è senza dubbio quello più frizzante in questa fase, caratterizzata da un costante interventismo delle banche centrali. La leva monetaria è lo strumento più in voga del momento: già dopo lo scoppio della crisi finanziaria del 2008 Fed, BoE, Bce e BoJ hanno immesso nel sistema una montagna di liquidità per evitare il peggio, ma allo stesso tempo hanno dato vita a una “guerra valutaria” dove vince chi riesce a svalutare di più la propria moneta. Il Giappone sta facendo la parte del leone.

Previsioni prezzo oro 2013 tagliate dali analisti

La maggior parte degli analisti è concorde nel ritenere che il ciclo rialzista dell’oro sia ormai volto al termine, pertanto nel corso delle ultime settimana si è assistito ad una pioggia di revisioni al ribasso delle stime sul prezzo del metallo giallo per l’anno in corso e per quelli a venire.

In particolare, gli analisti di Goldman Sachs hanno tagliato le stime sul prezzo dell’oro in quanto si aspettano un’accelerazione della crescita dell’economia statunitense nel corso della seconda metà di quest’anno, pertanto la nuova previsione è di 1450 dollari l’oncia nel 2013 e di 1270 dollari l’oncia nel 2014, mentre quella di lungo periodo, dal 2017 in poi, è stata confermata intorno a 1200 dollari l’oncia.

Titoli del settore minerario su cui investire nel 2013

Secondo gli analisti di UBS, dopo la deludente performance dell’ultimo periodo, i titoli del settore minerario dovrebbero registrare rialzi a doppia cifra nel corso dei prossimi mesi.

Tra questi gli esperti della banca d’affari elevetica ne hanno individuato ben otto, che secondo le loro previsioni riusciranno a mettere a segno delle performance brillanti e sui quali hanno quindi indicato rating “buy”, consigliandone quindi di fatto l’acquisto agli investitori.

Beghelli esercizio 2012 in perdita

Beghelli ha archiviato l’esercizio 2012 con una perdita di 19,9 milioni di euro rispetto all’utile di 9,8 milioni del 2011, soprattutto a causa di svalutazioni straordinarie per un ammontare complessivo di 19,6 milioni di euro.

In calo anche i ricavi, che sono scesi dell’11,2% a 149,7 milioni di euro, mentre l’ebitda ha segnato una flessione del 98% a 0,5 milioni e l’ebit addirittura un calo del 270,9% a -27,2 milioni.

Indesit prestito obbligazionario e alleanze stategiche

Indesit ha comunicato questa mattina di stare valutando la possibilità di procedere all’emissione di un prestito obbligazionario al fine di reperire le risorse necessarie a supportare l’attività corrente e al rifinanziamento dell’esposizione debitoria.

Per tale motivo ha conferito ad un gruppo di banche l’incarico di organizzare una serie di incontri con investitori qualificati, in modo tale da verificare la reale disponibilità ad acquistare gli eventuali bond che saranno emessi.