
A tal fine il Gruppo ha avviato un’approfondita analisi del portafoglio di investimenti, del portafoglio immobiliare e di tutti gli asset alternativi della compagnia, che sarà conclusa con la presentazione dei risultati annuali a marzo.

A tal fine il Gruppo ha avviato un’approfondita analisi del portafoglio di investimenti, del portafoglio immobiliare e di tutti gli asset alternativi della compagnia, che sarà conclusa con la presentazione dei risultati annuali a marzo.

La notizia, nonostante l’assenza di conferme ufficiali, è stata accolta positivamente dal mercato: a Piazza Affari il titolo Fiat in tarda mattinata è arrivato a segnare un rialzo di oltre quattro punti percentuali a 4,316 euro, contro un guadagno inferiore ad un punto percentuale del FTSE Mib.

La maggior parte degli analisti finanziari è d’accordo sul fatto che il dollaro americano continuerà a restare debole nel corso del 2013, nonostante siano aumentate le pressioni speculative dopo la pubblicazione della minute della Fed relativa alla riunione di dicembre scorso. Alcuni membri del Fomc vogliono mettere fine alla politica ultra-espansiva di Bernanke. Il primo passo potrebbe essere la riduzione o l’interruzione definitiva del piano di quantitative easing, ma non va esclusa una modifica della strategia sui tassi che sono attesi invariati fino a tutto il 2014.

Il 2013 si è aperto con qualche difficoltà per l’oro, dopo che lo scorso anno è stato il 12-esimo consecutivo di rialzi che ha consentito al metallo giallo di confermarsi come l’investimento più redditizio degli ultimi dieci anni. Negli ultimi mesi del 2012, soprattutto dopo l’annuncio del terzo piano di quantitative easing della Fed a inizio settembre, gli analisti finanziari e gli altri esperti del settore hanno diffuso previsioni quasi trionfalistiche sull’oro. In molti casi il target price è stato fissato a 1.900 dollari o addirittura a 2.000 dollari l’oncia.

A loro avviso, in particolare, sul fronte azionario le prospettive in Europa sono decisamente migliori rispetto allo scorso anno. In considerazione delle attuali valutazioni borsistiche piuttosto basse è infatti possibile attendere un considerevole aumento del rapporto p/e (prezzo/utili), circostanza che rende i listini europei molto interessanti per gli investitori.

Ad individuarli è stato Il Sole 24 Ore, che in un recente articolo pubblicato su Plus ha individuato le azioni italiane ed europee che ad inizio 2013 presentano un elevato dividend yield.

La Banca d’Italia ha comunicato che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato Buoni del Tesoro Poliennali con scadenza triennale per un controvalore pari a 3,5 miliardi di euro con tassi in calo. Si conclude con successo, dunque, la prima asta dei Btp del 2013, che fa seguito a quella dei Bot avvenuta ieri e che ha visto il Tesoro vendere titoli di stato annuali con un rendimento inferiore allo 0,9% ai minimi da gennaio 2010. Il Tesoro ha collocato oggi anche due tranche di CCTeu.

Sul forex ieri è stata la grande giornata dell’euro, che ha beneficiato della reazione positiva degli investitori alla decisione della Bce di mantenere i tassi di interesse invariati sui minimi storici e alle indicazioni sulle strategie di politica monetaria arrivate dalla conferenza stampa di Mario Draghi. Sul mercato delle valute alla forza dell’euro ha fatto da contraltare la clamorosa debolezza dello yen. La moneta giapponese è tornata a svalutarsi con grande decisione, a seguito delle ultime dichiarazioni rilasciate dal premier Shinzo Abe.

Rally dell’euro nella seduta di ieri, dopo la riunione della Bce e la conferenza stampa di Mario Draghi. La moneta unica europea ha messo a segno un rialzo dell’1,7% sul dollaro americano, del 3% sullo yen giapponese e dello 0,74% contro la sterlina britannica. L’exploit dell’euro è arrivato in una giornata iniziata molto bene grazie al boom dell’asta spagnola. Poi è stata la volta dell’asta dei Bot annuali: tassi sotto lo 0,9% sui minimi a tre anni. Successivamente la Bce ha comunicato di mantenere i tassi di interesse invariati allo 0,75%.

Ad incidere negativamente sull’andamento del titolo in Borsa è anche la valutazione negativa arrivata da Banca Akros, che dopo la diffusione dei dati sulle immatricolazioni in India ha comunicato di aver tagliato il rating sul titolo da “buy” a “hold”, mantenendo invariato il target price a 2,20 euro.