
Sul fronte del rendimento, è stato registrato un nuovo drastico calo, preannunciato dal consistente restringimento del differenziale tra BTP e Bund tedeschi delle ultime settimane.

Sul fronte del rendimento, è stato registrato un nuovo drastico calo, preannunciato dal consistente restringimento del differenziale tra BTP e Bund tedeschi delle ultime settimane.

Il tasso di cambio euro/dollaro è in lieve rialzo questa mattina in attesa della prima riunione dell’anno della Bce, che comunicherà più tardi il nuovo livello dei tassi di interesse nella zona euro. Dall’Eurotower non sono previste sorprese: i tassi resteranno fermi allo 0,75%, ovvero il livello più basso di sempre. Sono davvero pochi gli analisti finanziari che credono ancora in un taglio dei tassi allo 0,5%, tanto che ben 40 economisti sui 44 interpellati da DowJones e Newswired hanno stimato tassi bloccati allo 0,75%.

Ad influire positivamente sono le indiscrezioni pubblicate dal Financial Times, secondo cui i grandi gruppi europei delle telecomunicazioni stanno valutando la possibilità di creare una rete infrastrutturale paneuropea, in modo tale da unire i mercati nazionali del continente.

C’è grande attesa sui mercati finanziari per la riunione della Bce di domani, dalla quale emergerà anche il nuovo livello dei tassi di interesse nella zona euro. Secondo la maggior parte degli economisti e degli analisti finanziari intervistati da Bloomberg su questo tema, i tassi dovrebbero restare fermi allo 0,75%. E’ di questo avviso anche Société Générale. Gli esperti della banca transalpina hanno dichiarato che “la decisione definitiva in merito al taglio dei tassi potrebbe dipendere dai dati di produzione industriale di questa settimana”.

Secondo i rumors, in particolare, il management della società avrebbe inviato ai potenziali acquirenti una lettera in cui viene specificato che il termine ultimo per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisizione del 100% di Ansaldo Energia è il 23 gennaio 2013.

La giornata di ieri è stata negativa per l’euro, che ha perso terreno sia nei confronti del dollaro americano che dello yen. La moneta unica non è riuscita ad approfittare di alcuni market mover positivi, come ad esempio il lieve miglioramento della fiducia economica e delle vendite al dettaglio, ma soprattutto dell’avvio del programma di finanziamento a breve termine del fondo salva-stati Esm, che ha lanciato la sua prima emissione di bond trimestrali del 2013 spuntando tassi negativi. Inoltre, il Giappone ha dichiarato di voler comprare questi bond per sostenere l’euro.

Per quanto riguarda i primi, si tratta della terza tranche di Buoni del Tesoro Poliennali con decorrenza 1° dicembre 2012, scadenza 1° dicembre 2015 (ISIN: IT0004880990) e cedola annuale del 2,75%. L’importo offerto è compreso tra un minimo di 2.750 e un massimo di 3.500 milioni di euro.

La performance messa a segno nel corso delle ultime sedute è valsa all’istituto senese un rialzo del 42,27%, ovvero dagli 0,22 euro del 21 dicembre agli 0,3130 euro di ieri.

Il Giappone viene considerato dagli economisti come l’eterna promessa, ma nel 2013 le cose potrebbero cambiare a seguito dell’insediamento del nuovo esecutivo targato Shinzo Abe, leader nazionalista della coalizione di centro-destra e del partito dei liberaldemocratici. La terza economia mondiale potrebbe finalmente vedere la luce in fondo al tunnel, sebbene restano elevati rischi legati all’eccessivo debito pubblico (ormai più del doppio rispetto al pil), alla deflazione e alla perdita di competitività. Secondo Ing Investment Management ci sono buone possibilità di un rilancio dell’economia del paese del Sol Levante.

Il nuovo prezzo obiettivo risulta inferiore rispetto alla quotazione attuale e riflette un taglio delle stime sull’utile per azione 2012-2014 del 30% circa.