
Ad influire negativamente sull’andamento del titolo della casa automobilistica torinese sono soprattutto i dati relativi alle immatricolazioni di auto in Europa nel corso del 2012.

Ad influire negativamente sull’andamento del titolo della casa automobilistica torinese sono soprattutto i dati relativi alle immatricolazioni di auto in Europa nel corso del 2012.

Dopo aver accumulato pesanti perdite nel corso delle ultime settimane, ieri lo yen ha rialzato la testa complice la maggiore avversione verso il rischio che si è generata sul mercato delle valute dopo l’allarme lanciato da Obama sul rischio-default per gli Stati Uniti, nel caso in cui non venisse raggiunto un accordo in tempi brevi per innalzare il tetto dell’indebitamento pubblico. Tuttavia, secondo quanto dichiarato dagli esperti di Deutsche Bank nel loro ultimo outlook la tendenza ribassista della moneta nipponica è destinata a proseguire a lungo.

Giuliani ha inoltre sottolineato la straordinaria performance messa a segno dal titolo, che con il 2012 ha portato a +207% il guadagno messo a segno dal giorno della sua quotazione (a luglio del 2004), contro una perdita del mercato del 40% circa nello stesso periodo.

Gli analisti di Piazzetta Cuccia hanno infatti deciso di tagliare il rating sul titolo da “neutral” a “underperform” e al contempo hanno abbassato il target price da 14,7 a 13,60 euro.

L’allarme lanciato ieri da Barack Obama sullo stato di salute dei conti pubblici americani non sta preoccupando più di tanto gli investitori internazionali, che finora non si sono fatti prendere dal panico. Obama ha dichiarato che urge trovare al più presto un’intesa per innalzare il tetto all’indebitamento pubblico, attualmente a 16,4 trilioni di dollari ma già sforato sul finire dello scorso anno. Il rischio è quello di finire in default, ovvero non riuscire più a onorare i propri impegni sul debito.

L’istituto guidato da Enrico Cucchiani continua quindi ad essere l’unica banca italiana su cui gli analisti di Credit Suisse hanno una copertura positiva. Infatti, nonostante nel corso degli ultimi mesi i titoli del comparto bancario italiano siano tornati a suscitare l’interesse degli investitori, il broker preferisce mantenere un atteggiamento improntato alla cautela e puntare esclusivamente sulle banche italiane che offrono qualità a prezzi ragionevoli, proprio come Intesa Sanpaolo.

A fronte di tale offerta, che sarà effettuata in linea con la Regulation S del U.S. Securities Act, il colosso energetico si è impegnato a non collocare sul mercato ulteriori azioni Snam per un periodo che va da oggi 15 gennaio fino a 90 giorni dalla conclusione dell’offerta stessa.

Nella giornata di ieri il tasso di cambio euro/dollaro è riuscito a mettere a segno una nuova performance positiva, dando seguito al rally iniziato lo scorso giovedì in occasione della riunione della Bce. L’allontanamento dell’ipotesi di un taglio dei tassi nella zona euro ha spinto con decisione al rialzo l’euro contro le principali valute mondiali. Il cambio euro/dollaro è volato fino a 1,3404, toccando così il massimo più alto degli ultimi 10 mesi. Nelle ultime tre sedute i prezzi sono passati da area 1,3040 a 1,34, guadagnando il 2,7%.

Allo stesso modo, almeno per quest’anno, non è prevista alcuna aggregazione con Mediobanca, che continuerà quindi ad essere una banca autonoma e indipendente rispetto ad Unicredit.

La decisione è stata presa a seguito della revisione delle stime per il 2013 e il 2014, in particolare la banca prevede ora un margine sull’ebitda in aumento al 9,2% per il 2012 e al 20,5% per il 2013, con ulteriore crescita nel corso degli anni successivi fino a toccare il 23% nel 2015.