
Il risultato positivo è stato ricondotto ad una serie di fattori, tra cui la tenuta dei ricavi, la riduzione dei costi, l‘assenza di significative rettifiche sul portafoglio titoli ed il contenimento del costo del rischio.

Il risultato positivo è stato ricondotto ad una serie di fattori, tra cui la tenuta dei ricavi, la riduzione dei costi, l‘assenza di significative rettifiche sul portafoglio titoli ed il contenimento del costo del rischio.

Il tasso di cambio euro/dollaro ha iniziato la nuova ottava sui mercati finanziari in area 1,2920, mantenendosi nei pressi di una zona di supporto molto importante. Venerdì il cambio ha vissuto una seuta altalenante, complice la diffusione del dato sul pil americano. I prezzi sono scesi fin sottto 1,29, ma hanno trovato un buon supporto in area 1,2880. Nel brevissimo periodo si è formato un supporto a 1,2914 che, se perforato al ribasso, dovrebbe aprire le porte per una discesa delle quotazioni almeno fino a 1,2880.

Figurano tra questi gli esperti di Barclays, che hanno alzato da 3,75 euro a 4,1 euro il prezzo obiettivo e ribadito rating “equalweight” (Neutrale). Gli analisti di S&P Equity ha invece confermato rating “sell” e target price a 4 euro, nonostante la decisione di migliorare le stime sulla redditività per il biennio 2013/2014. Dello stesso parere anche UBS, che ha confermato rating “sell”.

La revisione più drastica è senza dubbio quella decisa da Société Générale, che ha portato il rating da “buy” a “hold” e tagliato il prezzo obiettivo da 43 a 39 euro soprattutto a fronte dell’aumento delle stime sul debito di fine esercizio.

Nel periodo in esame l’utile netto si è attestato a 44,3 milioni di euro, in calo rispetto ai 47,02 milioni realizzati nel corso dei primi nove mesi del 2011. Al 30 settembre 2012 l’indebitamento netto è risultato in crescita a 335,9 milioni rispetto ai 265,3 milioni di euro registrati alla fine di settembre 2011.

Secondo i dati raccolti dal Fondo Monetario Internazionale, a settembre 2012 è avvenuta una diminuzione delle riserve auree delle abnche centrali. E’ la prima volta che accade da inizio anno. Le vendite hanno toccato le 4,5 tonnellate e sono arrivate soprattutto dalle banche centrali di Russia e Bielorussia. Hanno venduto molto anche Messico, Repubblica Ceca e Kazakhstan. Il Venezuela ha invece comunicato in ritardo si aver venduto ad agosto scorso 3,7 tonnellate di lingotti d’oro. In controtedenza troviamo il Brasile.

Il rendimento ha registrato un calo passando al 2,397% dal 2,532% registrato in occasione dell’asta di settembre, mentre è risultata piuttosto stabile la domanda, con un rapporto di copertura che si è attestato a che a 1,65.

Più nel dettaglio, si tratta della prima tranche di BTP a cinque anni con decorrenza 1° novembre 2012, scadenza 1° novembre 2017 e tasso di interesse annuo lordo del 3,50% (ISIN da attribuire) per un ammontare complessivo compreso tra un minimo di 3.000 e un massimo di 4.000 milioni di euro.

Ieri è stata una giornata complessivamente negativa per l’euro, che ha perso terreno particamente contro tutte le valute più importanti. In primis la moneta unica ha fatto male contro la sterlina, che però ieri è stata di gran lunga la currency più acquistata dopo l’ottimo dato sul pil nel terzo trimestre. Il tasso di cambio euro/dollaro è influenzato negativamente dal clima di incertezza che si respira sui mercati. La minore propensione al rischio sacrifica le valute più speculative e rende più forti le valute rifugio.

La sterlina è questa mattina la moneta di gran lunga più acquistata sul mercato internazionale delle valute estere. A mettere le ali alla quotazione del pound contro le major currencies è stato il dato preliminare del pil del terzo trimestre dell’anno, risultato al di sopra delle attese degli analisti finanziari. Infatti, il pil ha evidenziato una crescita dell’1% su base trimestrale contro le attese degli analisti ferme allo 0,6%. Il dato precedente era stato negativo dello 0,4% (rivisto da -0,7%).