
Per contro, al 30 settembre 2012 l’indebitamento netto è calato a 105,1 milioni di euro dai 110,2 milioni di fine 2011 e dai 112,4 milioni registrati al 30 settembre dello scorso anno.

Per contro, al 30 settembre 2012 l’indebitamento netto è calato a 105,1 milioni di euro dai 110,2 milioni di fine 2011 e dai 112,4 milioni registrati al 30 settembre dello scorso anno.

In particolare, nel periodo compreso tra gennaio e settembre Sogefi ha registrato un utile netto di 22,4 milioni di euro, in crescita del 19% rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre i ricavi sono risultati pari ad un miliardo di euro, con una crescita del 21% rispetto ai primi nove mesi del precedente esercizio.

Il sentiment sui mercati finanziari resta negativo, complice la diffusione del dato relativo all’indice IFO e al Pmi manifatturiero tedesco che hanno evidenziato ancora un rallentamento dell’attività economica in Germania. A ottobre c’è stata ancora una contrazione per il sesto mese di fila, peggio del mese di settembre. Secondo molti analisti finanziari l’economia tedesca rischia di entrare in recessione nella seconda metà di quest’anno. La reazione sui mercati europei è stata molto negativa: giù gli indici azionari, vendite sull’euro sui mercati valutari.

I ricavi hanno invece registrato una crescita dello 0,9% a 2,17 miliardi di dollari rispetto al precedente trimestre, tuttavia il confronto con lo stesso trimestre dello scorso anno evidenzia un calo superiore al’11%. Il margine lordo è risultato pari al 34,8%, in crescita di 50 punti base rispetto al precedente trimestre.

La seduta di ieri è stata particolarmente negativa per la moneta unica europea, che ha sofferto molto la decisione di Moody’s di tagliare al livello “junk” (spazzatura) il rating di cinque regioni autonome spagnole, tra cui la ricca Catalogna in odore di secessione. Molto forte, invece, il dollaro americano che ha mostrato i muscoli contro le principali valute mondiali. In attesa della riunione di stasera della Federal Reserve, il tasso di cambio euro/dollaro è sceso ieri sui minimi a sette giorni a 1,2950.

Ancora un calo per il prezzo dell’oro, mentre le banche d’affari e i broker internazionali continuano ad alzare le stime sul prezzo medio del metallo giallo per il prossimo biennio. Stamattina il prezzo dell’oro è sceso poco sotto 1.706 dollari l’oncia, avvicinandosi così sempre più alla soglia psicologica di 1.700 dollari l’oncia. Il nuovo tonfo dell’oro porta la quotazione sui minimi da oltre un mese. Dai top di periodo di 1.796 dollari, toccati lo scorso 5 ottobre, la quotazione dell’oro è scesa del 5%.

Il trading profit dovrebbe risultare pari a 500 milioni di euro, in calo rispetto ai 484 milioni del terzo trimestre 2011, in particolare il contributo di Cnh dovrebbe attestarsi a 375 milioni e quello di Iveco a 100 milioni di euro. Per contro, tuttavia, il debito netto dovrebbe aumentare a 2,1 miliardi dagli 1,9 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno.

L’idea in realtà non è nuova, dal momento che in passato alcuni Paesi hanno tentato di prelevare fondi in questo modo. Dopo che l’idea fu lanciata nel 1972 da James Tobin, economista americano che vinse il premio Nobel nel 1981 e da cui la tassa prende il nome, il primo Paese a tentare l’esperimento fu la Svezia, che nel 1994 introdusse un prelievo dello 0,5% a tutti gli acquisti di titoli azionari e alle stock option.
Il tasso di cambio euro/dollaro ha iniziato la seduta in ribasso, mostrando una quotazione di poco inferiore a 1,3040. La moneta unica europea è interessata da forti vendite, a pochi minuti dall’inizio delle contrattazioni in Europa, a seguito del downgrade di Moody’s su 5 regioni autonome spagnole che sono state tutte declassate al livello “junk” (spazzatura). Tra queste figura anche la ricca regione della Catalogna, da qualche tempo spinge per la secessione. Ieri il cambio euro/dollaro era salito fino a 1,3083, ma su questi livelli è stato respinto.

Più nel dettaglio, nell’ambito di tale operazione verranno emesse massime 41.206.650 nuove azioni ad un prezzo di 0,1213 euro ciascuna (prezzo di chiusura venerdì 19 ottobre 1,866 euro), ne deriva quindi che in caso di integrale sottoscrizione il controvalore complessivo dell’operazione sarà pari a 4.998.367 euro.