Paesi a rischio default

L’intensificarsi dei timori su una possibile recessione globale hanno spinto gli investitori a cercare forme alternative di investimento rispetto ai titoli azionari e ad individuare quelli che sino gli Stati a più basso rischio default, in quanto si tratta di paesi decisamente più sicuri per i propri risparmi.

Ma quali sono i paesi più a rischio e quelli più sicuri? In base alla classifica riferita al secondo trimestre del 2011 e stilata da Cma Vision, in particolare, il paese in assoluto più a rischio default è la Grecia, con una percentuale di CPD (Cumulative probability of default) dell’80.6%.

Buoni fruttiferi postali esenti dalla manovra finanziaria

Nel corso degli ultimi mesi sempre più persone hanno scelto di parcheggiare i propri risparmi nei buoni fruttiferi postali in quanto si tratta di prodotti che garantiscono in ogni caso la restituzione del capitale versato e degli interessi maturati fino al momento della scadenza o della richiesta di rimborso anticipato, anche se è bene precisare che per ottenere anche gli interessi occorre che sia trascorso un determinato periodo di tempo dalla sottoscrizione (12 mesi per i buoni ordinari, 18 mesi per quelli dedicati ai minori, indicizzati all’inflazione e a scadenza, 24 mesi per i BfpPremia e 6 mesi per i BfpDiciottomesi).

Nuova recessione economica in atto secondo Roubini

I timori di una nuova recessione economica che nel corso degli ultimi giorni hanno fatto registrare un pesante ribasso in tutte le principali piazze del mondo sono fondati, almeno stando a quanto sostiene Nouriel Roubini.

Le dichiarazioni rilasciate nel corso di un’intervista pubblicata sul quotidiano La Repubblica non lasciano dubbi, Roubini ha infatti espresso un forte pessimismo per la situazione attuale, in particolare ha affermato che l’economia statunitense ha già iniziato a rallentare, mentre in Europa la recessione interessa già ben 5 stati, ossia Grecia, Irlanda, Portogallo, Italia e Spagna.

Titolo Fiat sospeso per eccesso di ribasso

A Piazza Affari stamani il titolo Fiat è stato sospeso per eccesso di ribasso sulla scia delle notizie negative degli ultimi giorni.

Il calo del titolo della casa automobilistica torinese è infatti stato ricondotto dagli analisti non solo ai timori generali degli investitori su una possibile recessione a livello globale ma anche alle notizie arrivate nel corso degli ultimi giorni, tra cui figura il calo delle immatricolazioni in Italia durante lo scorso mese e il calo delle immatricolazioni in Brasile nei primi 15 giorni di agosto.

Cambio euro dollaro 19 agosto 2011

Nel corso della seduta asiatica l’euro ha registrato un nuovo calo nei confronti del dollaro, le cause sono ancora una volta di ricercare nella crisi del debito sovrano, nei dubbi relativi alla tenuta del sistema bancario di alcuni paesi della zona euro e nella crisi generale che ha spinto diversi paesi ad attuare un aumento delle tasse.

I crescenti timori di una recessione globale hanno spinto gli investitori a rinunciare a vendere le azioni e a rifugiarsi in altri tipi di investimenti, provocando così un crollo delle borse.

Dividendo Snam Rete Gas e Terna invariato dal 2012

Secondo le previsioni di Goldman Sachs i dividendi distribuiti da Terna e Snam Rete Gas rimarranno praticamente invariati dal 2012 per via della crescita molto limitata la cui causa è da ricondurre ancora una volta alla Robin tax, in forza della quale le aziende attive nel settore energetico subiranno un incremento di quattro punti percentuali dell’addizionale Ires sui bilanci per i prossimi tre anni d’imposta.

Goldman Sachs, almeno er ora, non ha ritoccato le previsioni relative alla distribuzione del dividendo di Snam Rete Gas, mentre ha ridotto quelle relative al medio e lungo periodo di Terna.

Effetti negativi divieto di vendite allo scoperto

A partire dallo scorso 12 agosto sono state vietate per 15 giorni le vendite allo scoperto in Italia, Belgio, Francia e Spagna, una decisione accolta in modo favorevole dalle associazioni dei consumatori che hanno addirittura chiesto alla Consob di rendere permanente questo divieto.

L’obiettivo di questa decisione è quello di limitare quanto più possibile le speculazioni, tuttavia secondo un’indagine condotta dalla Cass Business School dell’Università di Londra si tratta di una misura che può avere effetti dannosi e annullare completamente gli eventuali benefici derivanti dalla forte limitazione della speculazione.

Quali sono gli Stati a tripla A (AAA)

La scorsa settimana Standard & Poor’s ha declassato il rating degli Stati Uniti portandolo da AAA a AA+. L’agenzia di rating ha quindi eliminato gli Stati Uniti dalla lista dei paesi con rating a tripla AAA, circostanza che ha contribuito ad alimentare i timori degli investitori sulla stabilità economica del paese.

La situazione oltre oceano, tuttavia, non sembra essere migliore a causa della crisi del debito sovrano che sta interessando alcuni paesi della zona euro e che rischia di avere delle pesanti conseguenze sull’intera economia europea e sull’andamento dell’euro nei confronti delle principali valute di riferimento.

Cambio euro dollaro 18 agosto 2011

Stamane l’euro si mantiene stabile nei confronti del dollaro trattando a livelli molto vicini a quelli di ieri, al contrario invece la divisa europea registra una flessione nei confronti del franco svizzero.

La valuta elvetica ha infatti segnato un nuovo rialzo nei confronti dell’euro e delle altre valute di riferimento dopo che ieri la Banca centrale svizzera ha annunciato che intende porre in essere una serie di misure destinate ad espandere ulteriormente la sua politica di liquidità.

Investire nella corona svedese e norvegese

In un momento di instabilità economica che influisce negativamente sia sull’euro che sul dollaro, gli esperti consigliano di puntare alle cosiddette valute rifugio, intendendo per tali non solo il franco svizzero ma anche e soprattutto la corona norvegese e la corona svedese.

Se è vero che il franco svizzero è stato capace di rivalutarsi del 40% nel corso dei due anni appena trascorsi, secondo gli esperti non si può non tener conto dell’assoluta solidità delle valute scandinave.