Allianz punta sui titoli di stato italiani

di ND82 Commenta

Il colosso finanziario tedesco Allianz ha deciso di ridurre l’esposizione sui bond governativi della periferia europea, ma non sull’Italia

Tra tre giorni l’Italia andrà al voto per scegliere il nuovo governo, dopo l’esperienza dell’esecutivo tecnico guidato da Mario Monti che aveva preso il posto del dimissionario Silvio Berlusconi a seguito dello scoppio della crisi dello spread nel novembre del 2011. Le banche d’affari e i broker internazionali stanno rivedendo il loro portfolio obbligazionario pre-elettorale, allo scopo di prepararsi alla reazione dei mercati dopo l’esito del voto. Il colosso finanziario tedesco Allianz ha deciso di ridurre l’esposizione sui bond governativi della periferia europea, ma non sull’Italia.

Gli esperti del gruppo tedesco consigliano ancora di puntare sui Btp, tanto che l’esposizione sui titoli di stato italiani, contabilizzati con il metodo del costo ammortizzato, è salita a 29,8 miliardi di euro da 29,3 miliardi. Allianz ha invece quasi dimezzato l’esposizione sui Bonos spagnoli, a 2,6 miliardi di euro da 5,1 miliardi. Drastica è la riduzione dell’esposizione sui titoli irlandesi, portoghesi e greci.

SCENARI POST-ELEZIONI 2013 IPOTIZZATI DA CREDIT SUISSE

Sui bond di Dublino il gruppo tedesco è esposto solo per 100 milioni di euro (da 500 milioni), mentre sui bond portoghesi la posizione è stata tagliata a 200 milioni di euro da 800 milioni. Sulla Grecia, invece, la posizione è stata completamente azzerata. Royal Bank of Scotland, invece, suggerisce di fare esattamente l’opposto. In vista delle elezioni italiane, consiglia di comprare i titoli di stato spagnoli e di vendere i Btp.

COSA ACCADRA’ A BORSA E SPREAD DOPO LE ELEZIONI?

Rbs apprezza il fatto che la Spagna avrà un rapporto deficit/pil inferiore al 7% nel 2012, come annunciato ieri dal premier spagnolo Rajoy. Secondo gli esperti della banca d’affari scozzese, la notizia è bullish per i Bonos. Stamattina, è avvenuto l’asta dei bond governativi di Madrid per le scadenze a due, sei e dieci anni. Collocato più dell’importo previsto (oltre 4 miliardi), mentre il tasso medio è sceso al 5,2% dal 5,29% dell’asta di dicembre.

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