
Nel periodo in esame il margine operativo lordo ha toccato gli 8,2 miliardi di euro, in crescita del 9,6% su base annua, mentre l’utile netto si è attestato a 1,4 miliardi di euro, in aumento rispetto agli 847 milioni nei primi nove mesi del 2011.

Nel periodo in esame il margine operativo lordo ha toccato gli 8,2 miliardi di euro, in crescita del 9,6% su base annua, mentre l’utile netto si è attestato a 1,4 miliardi di euro, in aumento rispetto agli 847 milioni nei primi nove mesi del 2011.

Il risultato della gestione operativa è passato a 6,77 miliardi dai 5,75 miliardi di euro dello stesso periodo dello scorso anno (+17,8%), con un cost/income in miglioramento al 49,4% dal 54,1% registrato al 30 settembre 2011.

Più nel dettaglio, il Ministero dell’Economia e delle Finanze è riuscito a collocare l’intero ammontare offerto, pari a 6.500 milioni di euro, a fronte di una domanda complessiva pari a 11,47 miliardi di euro. Il rapporto di copertura, dato dalla differenza tra ammontare richiesto e quantitativo offerto, è stato di 1,76, in leggera flessione rispetto all’1,77 dell’asta di metà ottobre.

Negli ultimi giorni stiamo assistendo a un ritorvato interesse sull’oro, complice la riconferma di Barack Obama alla Casa Bianca. Infatti, Obama continuerà a sostenere le politiche di stimolo monetario della Federal Reserve, mentre Mitt Romney aveva intenzione di cambiare la guida della FED e la politica dei tassi a zero. L’oro ha ritorvato lo smalto perso da inizio ottobre scorso, quando era riuscito a segnare un massimo di periodo a 1.796 dollari l’oncia.

L’Ebit è risultato pari a 592,8 milioni di euro, in crescita del 31,4% su base annua, mentre il margine Ebit si è attestato al 13% contro il 10,6% dello stesso periodo del 2011. In crescita anche i ricavi, che nel periodo in esame hanno segnato un incremento del 7,2% a 4.574,1 milioni di euro.

L’Eurogruppo, riunitosi ieri a Bruxelles, ha deciso di concedere alla Grecia altri due anni per mettere i conti pubblici in ordine ma ciò comporterà maggiori costi di salvataggio per i paesi membri della zona euro. Il Fondo Monetario Internazionale ha espresso parere contrario a questa soluzione accomodante, ma anche Germania, Finlandia e Olanda non hanno intenzione di chiedere ulteriore denaro ai propri contribuenti per salvare Atene. Oggi ci sarà la riunione dell’Ecofin, mentre Atene emetterà bond a brevissimo termine per rifinanziare il debito in scadenza venerdì.

Alle indiscrezioni di stampa, come anticipato, ha seguito la conferma da parte della stessa società che, su richiesta della Consob, ha pubblicato una nota con la quale ha informato di aver ricevuto nei giorni scorsi una comunicazione da parte del signor Naguib Sawiris, nella quale viene manifestato l’interesse all’investimento nel capitale di Telecom Italia mediante sottoscrizione di azioni di nuova emissione.

Nel periodo in esame l’utile netto si è attestato a 49 milioni di euro, in aumento del 59,8% rispetto ai 30,7 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Gli investimenti complessivi realizzati sono risultati pari a 95,8 milioni di euro.

Nonostante un’economia stagnante e un rapporto debito/pil su livelli monstre al 230%, lo yen continua a mostrare i muscoli sui mercati valutari durante le fasi di maggiore avversione verso il rischio. A dispetto dei deboli fondamentali dell’economia giapponese, lo yen continua ad apprezzarsi sui mercati valutari perché il mondo finanziario è oggi dominato dalle correlazioni. La moneta nipponica viene inquadrata come “valuta rifugio” da comprare quando avviene la fuga dal rischio. Nell’ultimo decennio il tasso di cambio dollaro/yen si è svalutato molto, passando da 125 a 75.

Se si ipotizza un aumento dei prezzi del 2,56% in Europa e di poco superiore al 3% in Italia, infatti, i rendimenti vanno dal 3,69% per il BTP€i in scadenza il prossimo anno fino ad arrivare al 5,33% del BTP Italia con scadenza 2016.