
Gli errori più comuni che si commettono in questi casi vengono elencati da Panorama Economy, che mette in guardia gli investitori da alcune delle più frequenti banalità che si dicono in questi casi.

Gli errori più comuni che si commettono in questi casi vengono elencati da Panorama Economy, che mette in guardia gli investitori da alcune delle più frequenti banalità che si dicono in questi casi.

Secondo una recente indagine pubblicata su CorrierEconomia, infatti, l’oro rappresenta senza dubbio il miglior investimento se paragonato ad immobili, titoli di Borsa, e titoli di Stato, basti pensare che chi ha investito in oro 100.000 euro dieci anni fa si trova oggi a possedere ben 297.00 euro. Lo stesso investimento se effettuato tre anni fa avrebbe invece fatto lievitare la cifra iniziale fino a superare i 150.000 euro.

Al contrario, tuttavia, c’è anche chi suggerisce prudenza verso questa tipologia di investimento alla luce del fatto che al momento i prezzi risultano essere ancora molto elevati, circostanza che esclude in parte l’ipotesi di una forte rivalutazione nel tempo.

In merito alla convenienza di questa tipologia di investimento esistono diverse scuole di pensiero. C’è chi lo reputa un investimento conveniente a fronte dell’imminente ritorno dell’inflazione, della tenuta dei prezzi anche dopo la crisi del 2008 e del naturale apprezzamento del valore nel lungo periodo.
La posta in gioco, comunque, rimane altissima investendo questioni quali la solidità del nostro paese e la capacità italiana di rifinanziare il debito, valori che, a seguito degli eventi internazionali, erano stati messi fortemente in discussione.

Il rendimento, inoltre, cresce ulteriormente nel caso in cui si sceglie di vincolare il denaro depositato. Per vincoli a tre mesi, infatti, il rendimento lordo è pari al 3,13% lordo (2,28% netto), mentre per vincoli a sei mesi il rendimento lordo è pari al 3,25% (2,37% netto).

Per riuscire a far questo, tuttavia, è necessario vincolare il proprio denaro. Secondo una recente indagine condotta da CorrierEconomia, infatti, vincolando i propri soldi per 12 mesi si può riuscire ad andare di pari passo con l’inflazione, mentre la si può addirittura battere se il vincolo ha una durata che va dai 18 ai 24 mesi.

Il legno, infatti, viene impiegato in diversi campi, tra cui quello delle costruzioni, motivo per il quale si prevede che nel corso dei prossimi anni la domanda di questa materia prima da parte dei soli paesi emergenti registrerà un incremento compreso tra il 3% e il 5% annuo.

L’aumento del costo del bollo annuo sul dossier titoli e la riforma delle aliquote fiscali, secondo un’indagine condotta da CorrierEconomia, andrà a pesare soprattutto sui rendimenti di Bot, Btp e azioni italiane, mentre al contrario i rendimenti sui depositi online saliranno grazie alla discesa dell’aliquota.

Questa mattina lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi a 10 anni ha superato i 260 punti.
Tradotto significa che i titoli italiani offrono un rendimento del 2,66% superiore rispetto a quelli tedeschi.
E’ un record dall’introduzione dell’euro e indica un aumento del costo per l’Italia di finanziarsi sui mercati.
Quando si parla di spread tra il BTP e il Bund, si parla della differenza di prezzo che esiste tra il BTP (titolo di stato italiano) e il Bund (titolo di stato tedesco).