Petrolio Opec taglio produzione con oro nero libico

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L’economia globale sta nuovamente rallentando, al punto che i più pessimisti stimano una nuova fase di recessione negli Stati Uniti, e comunque un sostanziale rallentamento del ciclo anche in Europa, a partire dai Paesi cosiddetti periferici dell’area euro.

Di riflesso è atteso anche un rallentamento della domanda di energia, a partire dal petrolio, ragion per cui presto i Paesi produttori, ed in particolare quelli facenti parte del cartello dell’Opec, potrebbero tagliare la produzione. Questo anche per effetto del ritorno della Libia sul mercato, la cui capacità giornaliera a pieno regime è pari all’incirca a 1,6 milioni di barili.


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Non a caso il segretario generale dell’Opec, Salem al-Badri, ha già fatto sapere che nei prossimi mesi i Paesi membri taglieranno la produzione nel momento in cui la Libia tornerà a pompare petrolio per le esportazioni. I tempi per cui la Libia torni a pieno regime nella produzione di oro nero sono comunque lunghi visto che sono stimati in massimo diciotto mesi.

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Questo significa che per l’Opec il taglio della produzione giornaliera di barili di petrolio è da mettere in preventivo, ma non è una questione per cui i Paesi del cartello debbano necessariamente riunirsi in tempi brevi per prendere delle decisioni.

D’altronde all’inizio del corrente mese di settembre, per i Paesi Opec, è stato stimato un incremento dell’output di petrolio sui massimi da tre anni a questa parte, ragion per cui il rallentamento dell’economia, unitamente ad un raffreddamento delle tensioni nei Paesi che s’affacciano sul Mediterraneo, legittima per i prossimi mesi un taglio della produzione.

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