
Il dividend yield medio si aggira infatti intorno al 4,10%, con un rapporto prezzo/utili di 10,1, mentre il potenziale di upside è in media del 13% circa, anche se ci sono titoli che potrebbero salire molto di più.

Il dividend yield medio si aggira infatti intorno al 4,10%, con un rapporto prezzo/utili di 10,1, mentre il potenziale di upside è in media del 13% circa, anche se ci sono titoli che potrebbero salire molto di più.

Il via libera della Commissione europea, tuttavia, come sopra anticipato, non è definitivo ma è condizionato alla presentazione di un piano di ristrutturazione entro i sei mesi successivi alla data di approvazione, quindi entro i prossimi sei mesi a partire da oggi.

Il 2012 sarà ricordato come un anno particolare instabile per le quotazioni dell’oro, caratterizzate da continui alti e bassi ma senza riuscire mai a raggiungere i precedenti massimi storici toccati nel settembre del 2011 a 1.921 dollari l’oncia. Secondo Alan Zlatar, senior strategist di Vontobel Asset Management, “anche l’oro ormai fa parte delle asset class rischiose”. Insomma, da qualche tempo il metallo giallo non sta più esercitando la sua consueta funzione di bene rifugio, bensì è ormai considerato un asset speculativo a tutti gli effetti.

Infatti, mentre fino a poco tempo fa entrambi viaggiavano sulla stessa lunghezza d’onda, nel corso dell’ultimo periodo il prezzo dell’oro ha continuato a salire mentre i titoli azionari del settore aurifero hanno registrato una performance decisamente meno brillante.

E’ tempo di previsioni sui mercati finanziari. Il 2012 volge al termine e aumenta la richiesta di indicazioni operative per eventuali aggiustamenti di portafoglio da parte di investitori professionisti e non. Anche il mercato internazionale delle valute estere (forex) è ormai sempre più un osservato speciale dagli investitori, visto che la volatilità di questo mercato è in costante aumento e che determina indirettamente anche il valore degli investimenti in un portfolio diversificato per aree monetarie diverse. Secondo Neil Mellor di Bny Mellon, è giunta l’ora di puntare sul dollaro americano.

Al riguardo, in particolare, gli esperti di Citigroup prevedono che il prezzo dell’oro quoterà il prossimo anno in media a 1.750 dollari all’oncia, in aumento del 4,3% rispetto al prezzo medio di 1.679 dollari previsto per il 2012, in quanto dovrebbe beneficiare della politica monetaria espansiva della Federal Reserve.

A fronte dell’elevata volatilità, dunque, risulta inopportuno focalizzarsi esclusivamente sui mercati azionari e sui loro continui guadagni. Alla luce delle attuali condizioni economiche, infatti, appare piuttosto rischioso cercare di speculare sui prezzi di breve periodo, piuttosto un’attenuazione dei rischi può essere garantita solo da investimenti in asset di lungo periodo.

Nessuna conferma ufficiale è arrivata dai vertici della società, che probabilmente preferiscono attendere di avere tra le mani i risultati definitivi dell’intero esercizio.

Ad incidere negativamente sull’andamento del titolo sono state soprattutto le indiscrezioni pubblicate da Il Messaggero, secondo cui la casa automobilistica starebbe valutando la possibilità di lanciare un aumento di capitale di ammontare compreso tra 1 e 2 miliardi di euro nel corso della prima metà del 2013.

A spingere gli analisti ad una revisione è stato soprattutto il piano di riduzione dei costi annunciato nei giorni scorsi dalla società e che dovrebbe consentire risparmi quantificabili in circa 40 milioni di euro all’anno.