
In particolare, per ciascun mese dell’anno il Tesoro italiano dispone due diversi collocamenti, uno a metà mese avente ad oggetto titoli con scadenza a tre anni e l’altro a fine mese avente ad oggetto titoli con scadenza a cinque e dieci anni.

In particolare, per ciascun mese dell’anno il Tesoro italiano dispone due diversi collocamenti, uno a metà mese avente ad oggetto titoli con scadenza a tre anni e l’altro a fine mese avente ad oggetto titoli con scadenza a cinque e dieci anni.

In particolare, la prima si terrà il 10 aprile 2013, durante la quale verranno collocati titoli con scadenza 14 aprile 2014. La comunicazione contenente tutti i dettagli del collocamento, come ammontare massimo offerto e modalità di collocamento, verrà diffusa il 5 aprile a mercati chiusi. Il regolamento delle sottoscrizioni è invece previsto per il giorno 12 aprile 2013.

Il periodo compreso tra gennaio e dicembre 2012 è stato chiuso con un utile netto di 865 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 9,2 miliardi di euro del 2011.

Le revisione degli analisti arriva a pochi giorni dalla pubblicazione dei risultati realizzati nel corso del 2012 e dall’annuncio della proposta formulata dal Consiglio di amministrazione in tema di distribuzione degli utili.

I ricavi sono cresciuti del 10,4% a 1,806 miliardi di euro, soprattutto grazie ai maggiori proventi derivanti dal trasporto di energia sulla rete di trasmissione nazionale e dalle attività non tradizionali, che hanno contribuito complessivamente per 86 milioni di euro. L’ebit è cresciuto del 15,9% a 969 milioni di euro, mentre l’ebitda è salito del 13% a 1,390 miliardi.

Al riguardo, in particolare, la società del cane a sei zampe ha fatto sapere che intende adottare una politica di remunerazione degli azionisti che prevede la distribuzione di un dividendo progressivo e un nuovo programma di buyback, che però sarà attuato a discrezione del management e solo a determinate condizioni.

Continuano ad aumentare le posizioni di matrice catastrofista sul destino dell’euro. Sembra, infatti, che stia tornando in auge il dilemma della sopravvivenza dell’euro nel medio-lungo periodo, nonostante sul finire di luglio scorso Mario Draghi ha fatto capire a chiare lettere che è pronto a fare tutto ciò che è necessario pur di salvare la moneta unica. Ieri, in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, il leader del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo, ha dichiarato che l’Italia è di fatto già fuori dall’euro, creando non poche preoccupazioni sull’l’integrità dell’eurozona.

Ieri sono tornate a farsi sentire le vendite sull’euro, che ha perso quota su dollaro, yen, sterlina e altre valute minori. Il tasso di cambio euro/dollaro, che da qualche giorno era inserito all’interno di un trading range compreso tra 1,3130 e 1,2950, ha rotto gli indugi ed è tornato a scendere prepotentemente andando a perforare l’area di supporto giornaliera di 1,2950. I prezzi sono scesi fino a 1,2923, toccando il minimo più basso da oltre tre mesi. Stamattina è in corso un rimbalzo tecnico, che finora ha spinto i prezzi fino in area 1,2980.

Continua a muoversi lateralmente il tasso di cambio euro/dollaro, che ormai da qualche giorno alterna movimenti ribassisti in linea con il trend principale a rimbalzi tecnici spesso anche piuttosto violenti. Sul forex il cambio è attualmente inserito all’interno di un trading range compreso tra 1,3130 e 1,2950. La sensazione è che i prezzi sperimenteranno un’accelerazione solo in caso di breakout esplosivo di uno dei due livelli-chiave della fase di congestione. Stamattina il cambio è passato da 1,3060 a 1,30 dopo il dato della produzione industriale nell’area euro.

In particolare, i titoli con scadenza dicembre 2015 sono stati collocati per un ammontare complessivo pari a 3,323 miliardi di euro, nella parte alta della forchetta prestabilita dal MEF e che ricordiamo era compresa tra 2,5 e 3,5 miliardi di euro. Il rendimento è stato fissato al 2,48%, in rialzo dal 2,3% dell’asta precedente.