Guida per investire in titoli di Stato

E’ abbastanza difficile orientarsi tra le tante sigle che si vedono soprattutto in questo periodo. In questo articolo vediamo su cosa conviene investire in base anche alle proprie esigenze e possibilità, tra Bot, Btp, Ctz, Cct e Btp€i.

Buono ordinario del Tesoro – Si tratta di un titolo senza cedola con scadenza non superiore ad un anno. Il rendimento dei Bot è la differenza tra il valore di rimborso e il prezzo di emissione. In generale è un investimento considerato sicuro, infatti la breve durata dello stesso è fonte di garanzia per tutti.

Previsioni sull’Euro per il 2 gennaio 2012

Ieri l’euro ha compiuto il suo decimo compleanno, ma sulla moneta unica restano ancora molti interrogativi legati soprattutto alla capacità dei paesi dell’unione monetaria di trovare soluzioni credibili per risolvere definitivamente la crisi dei debiti sovrani e guadagnarsi così la fiducia dei mercati. In questa prima seduta utile del nuovo anno gli scambi dovrebbero ancora mantenersi su livelli molto bassi, considerando anche che Wall Street resterà chiusa per festività. L’aumento dei volumi di contrattazione dovrebbe avvenire gradualmente questa settimana, per poi raggiungere i livelli della media stagionale dopo l’Epifania.

Caratteristiche CCTeu (Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euribor)

I CCTeu (Certificati di Credito del Tesoro indicizzati all’Euribor) sono titoli di Stato aventi una durata pari a sette anni e il cui rendimento è rappresentato, oltre che dallo scarto di emissione dato dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita, da cedole variabili semestrali indicizzate al tasso Euribor sei mesi più un margine detto spread.

Per quanto riguarda l’indicizzazione dei titoli, si prende in considerazione l’Euribor a 6 mesi rilevato il secondo giorno lavorativo antecedente il primo giorno di godimento della cedola, sulla base della pubblicazione effettuata sulla pagina del circuito Reuters EURIBOR01 alle ore 11.00 a.m.

Previsioni Paesi emergenti 2012

Nel corso del 2012 la crescita economica dei paesi emergenti, stimata tra il 4% e il 5%, guiderà il ciclo economico.

Ad esserne certi sono la maggior parte degli analisti, i quali sottolineando come i dati storici in nostro possesso evidenziano che durante le fasi economiche più difficili i paesi emergenti sono sempre riusciti a mettere a segno un recupero rapido ed efficace.

Previsioni su Sterlina/Dollaro per il 30 dicembre 2011

Negli ultimi due giorni la sterlina è stata la valuta più venduta sul mercato internazionale delle valute, anche più dell’euro. Il tasso di cambio sterlina/dollaro ha perforato il supporto di 1.54, toccando il minimo più basso da inizio ottobre scorso a 1.5361. Tuttavia, da questi livelli ha preso il via un buon rimbalzo tecnico forse dettato dalle ricoperture di fine anno di grossi proprietary traders e investitori istituzionali. Ad ogni modo il cable è tornato sopra 1.54, superando anche quota 1.5450. Il rimbalzo dovrebbe concludersi sulla resistenza di brevissimo periodo di 1.5470-80.

Prezzo oro ai minimi da sei mesi

Ieri il prezzo dell’oro è sceso ai minimi da sei mesi, allontanandosi sempre più dai massimi storici raggiunti all’inizio del mese di settembre oltre quota 1.920 dollari l’oncia.

Comunque il bilancio rimane positivo nel complesso per l’anno 2011, inoltre secondo gli esperti ci sono le basi per nuovi aumenti. Ieri a Londra il prezzo dell’oro è sceso fino a 1.531 dollari l’oncia, con un calo del 2,5% rispetto a mercoledì ma comunque in crescita del 9% rispetto all’inizio dell’anno, facendo così registrare l’undicesimo anno di fila di rialzi.

Previsioni sull’Euro per il 30 dicembre 2011

Ieri l’euro ha toccato un minimo a 15 mesi contro il dollaro americano a 1.2857, un nuovo minimo decennale contro lo yen a 100.04, un nuovo minimo annuale contro il dollaro canadese a 1.3169 e un nuovo minimo storico contro il dollaro australiano a 1.2721. Solo contro la sterlina, ieri la più venduta sui mercati, l’euro ha evitato il tracollo ma 9 giorni fa era stato toccato un bottom a 12 mesi a 0.8302. Questi numeri sono piuttosto eloquenti sullo stato di salute della moneta unica europea e il nuovo anno potrebbe portare poche sorprese positive. Da gennaio dovrebbe ripartire la carica delle agenzie di rating, che hanno fatto intendere più volte di essere pronte a nuovi downgrade a catena.

Esito asta Btp 29 dicembre 2011

E’ andata bene, ma non benissimo l’odierna asta di Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) programmata e disposta dal Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Con lo spread Btp-Bund a dieci anni ancora oggi sopra la soglia critica dei 500 punti base, il Mef oggi ha collocato 7 miliardi di euro di Btp, ovverosia al di sotto del plafond massimo fissato a 8,5 miliardi di euro.

La domanda, quindi, è stata forte ma non sostenuta come ad esempio ieri, quando i Bot sono andati a ruba portando ad un dimezzamento dei rendimenti. Ad oggi con l’avvento del Governo Monti l’unico effetto positivo per i titoli di Stato, dopo l’approvazione della manovra, è stato quello della riduzione del differenziale con i titoli tedeschi sulle scadenze a breve.

Previsioni sulla Sterlina per il 29 dicembre 2011

La sterlina ha subito tra ieri e stamattina una clamorosa ondata di vendite che hanno portato il cable da 1.5690 a 1.5360. Eppure il pound aveva tenuto molto bene negli ultimi tempi, dimostrando di essere una delle valute più toniche. Il tracollo dell’euro nella seduta di ieri ha trascinato nel vortice delle vendite anche la sterlina che, complice anche la sua elevata volatilità intrinseca, ha sperimentato un clamoroso crollo. Il pound è al momento la valuta più venduta sui mercati valutari, tanto che anche il cambio euro/sterlina è in netto rialzo poco sotto 0.84.

Previsioni sull’Euro per il 29 dicembre 2011

Quella di ieri è stata una giornata molto significativa per il mercato dell’euro. Dopo alcuni giorni di forte congestione con bassa volatilità, l’euro ha effettuato uno spettacolare strappo verso il basso nei confronti delle principali valute. Non ci sono stati eventi che hanno condizionato questo movimento, anzi in mattinata l’asta dei titoli italiani a 6 mesi aveva mostrato tassi dimezzati rispetto all’asta precedente. E non era di certo una cattiva notizia. Il rally ribassista dell’euro, iniziato poco prima dell’apertura di Wall Street, è dettato esclusivamente da fattori tecnici: gli investitori avevano messo a punto una forte distribuzione dei prezzi all’interno di un range limitato ma ben definito; poi, all’improvviso, hanno deciso che era arrivato il momento di spingere con forza al ribasso le quotazioni. Tutto qua.