
Anche gli azionisti di Finmeccanica, quindi, come quelli di Unicredit, nel corso della prima parte del 2012 con ogni probabilità non riceveranno alcuna remunerazione.

Anche gli azionisti di Finmeccanica, quindi, come quelli di Unicredit, nel corso della prima parte del 2012 con ogni probabilità non riceveranno alcuna remunerazione.


La decisione di non distribuire alcun dividendo per l’esercizio in corso è contemplata nel piano industriale presentato ieri al termine della riunione del Consiglio di amministrazione, tuttavia Unicredit ha rassicurato i suoi azionisti spiegando che le decisioni prese sono destinate a rafforzare lo stato patrimoniale della banca e avranno tra i vari effetti un payout per i prossimi anni superiore a quello delle altre banche concorrenti.

Ad influire negativamente sull’andamento della divisa europea è stato soprattutto il calo registrato ieri dalle principali borse europee sulla scia del calo registrato dai principali titoli azionari delle banche del Vecchio Continente, nonché il forte aumento registrato sul fronte dei rendimenti dei titoli di Stato.

In altre parole, dunque, l’ammontare complessivo si è collocato nella parte alta della forchetta precedentemente indicata dal ministero dell’Economia e delle Finanze e che, ricordiamo, era compresa tra 1,5 e 3 miliardi di euro.

A evidenziarlo sono soprattutto i dati attuali e che rispetto ai livelli precedenti alla crisi del 2008 mostrano un meno 33% delle compravendite e un meno 40% della produzione, accompagnati da un calo del 21% dei prezzi.

Questa valutazione si basa su dati tecnici, dal momento che quanto minore è il numero delle cedole di un titolo, in quanto ha una breve durata, tanto più stabile risulta essere il valore dell’obbligazione stessa.


Tuttavia, nonostante la situazione sembra procedere nella giusta maniera, gli investitori continuano a mostrare una certa cautela, in quanto permangono ancora i dubbi sulla capacità delle nuove misure di fronteggiare in modo concreto la situazione di crisi e soprattutto di far tornare la fiducia dei mercati.
