Cambio euro dollaro 22 settembre 2011

Le nuove misure di stimolo monetario annunciate dalla Federal Reserve al termine della riunione tenuta ieri hanno influito negativamente sull’andamento della divisa europea.

Poco dopo le otto di questa mattina il cambio euro dollaro tratta infatti a 1,3547, in altre parole è stata rotta la soglia di 1,3590 che secondo gli analisti potrebbe essere indice di un nuovo segnale ribassista con un primo target a 1,35 e un secondo in area 1,337-1,335.

Rendimento obbligazioni Eni 2011

I risparmiatori retail hanno tempo fino al 4 ottobre 2011 per aderire all’offerta di obbligazioni Eni di ammontare complessivo pari a 1.000.000.000 euro, sempre che non si proceda alla chiusura anticipata e fatta eccezione per i casi di adesione on-line e fuori sede, per i quali è previsto un periodo di sottoscrizione inferiore secondo le modalità descritte nel prospetto informativo.

I risparmiatori che intendono aderire a tale offerta hanno la possibilità di scegliere tra obbligazioni a tasso fisso e obbligazioni a tasso variabile.

Cambio euro dollaro 21 settembre 2011

L’euro registra stamani una leggera flessione nei confronti del dollaro per via dell’attesa sull’esito della riunione di stasera della Federal Reserve. In particolare si prevede che al termine di tale riunione la Banca centrale americana annuncerà nuove misure di stimolo a sostegno dell’economia statunitense dopo il marcato rallentamento della crescita registrato nel corso degli ultimi mesi. L’annuncio dovrebbe arrivare poco dopo le 20:00 ora italiana.

Nonostante il calo di questa mattina, la maggior parte degli analisti ritiene che nel caso in cui le previsioni dovessero rivelarsi fondate, le nuove misure di stimolo per l’economia USA non dovrebbero avere gravi ripercussioni sull’andamento della moneta europea.

Strategia scalping nel forex

Tra le strategie del forex più comuni adottate da coloro che tentano di guadagnare con il forex figura il cosiddetto scalping, ossia una tecnica che consiste nell’effettuare operazioni in margini di tempo molto ristretti (cosiddetti “tick”) e compresi tra alcuni secondi e pochissimi minuti (in genere non più di dieci minuti).

Si tratta di una strategia che se utilizzata nella maniera corretta può consentire di realizzare cospicui guadagni, in particolare il trader che intende utilizzarla aprirà delle posizioni al solo scopo di ottenere un profitto entro pochissimo tempo.

Target price Fiat abbassato da Ubs

A Piazza Affari il titolo Fiat limita il suo rialzo allo 0,14%, dopo il balzo di oltre sette punti percentuali registrato durante la seduta di ieri e ricondotto in larga parte alle dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato Sergio Marchionne, il quale ha spiegato che i vertici del gruppo torinese hanno intenzione di creare un sistema industriale sostenibile attraverso il quale si riuscirà entro il 2014 a portare a pareggio le operazioni industriali in Europa.

Nonostante le buone prospettive, Ubs ha comunicato di aver tagliato il target price sul titolo Fiat portandolo da 8,5 a 7 euro, tuttavia la valutazione resta sostanzialmente positiva in quanto è stato confermato rating “buy”.

Spread titoli di Stato Eurozona

Nelle ultime settimane l’Italia è diventata meno credibile della Spagna. Questo almeno considerando il ribaltone che c’è stato, confrontando Italia e Spagna, in merito allo spread con il granitico Bund tedesco sulla scadenza a dieci anni. Nei mesi scorsi, infatti, l’Italia poteva far leva su uno spread più basso rispetto alla Spagna.

Ad oggi, invece, l’Italia deve far fronte ad uno spread Btp-Bund che a fatica si mantiene attualmente anche oggi sotto i 400 punti, mentre quello della Spagna in queste ore sta oscillando tra i 350 ed i 360 punti base sempre rispetto al Bund tedesco.

Aumento di capitale Emak approvato dall’Assemblea

Si è riunita oggi, martedì 20 settembre del 2011, in sede straordinaria, l’Assemblea degli Azionisti di Emak S.p.A., società quotata in Borsa a Piazza Affari ed operante nella produzione e nella vendita di macchine per il verde.

Ebbene, l’Assemblea ha dato il via libera, con l’attribuzione della relativa delega al Consiglio di Amministrazione, alla possibilità, entro e non oltre la data del 31 gennaio del 2012, di aumentare il capitale sociale anche in più tranche e per un controvalore massimo complessivo non superiore ai 58 milioni di euro.

Cambio euro dollaro 20 settembre 2011

Mattinata tranquilla oggi, martedì 20 settembre del 2011, per l’euro, che nei confronti del dollaro si muove attualmente in un trading range molto ristretto appena sotto la soglia di 1,37. Questo dopo che nella serata di ieri, a sorpresa, l’Agenzia Standard & Poor’s ha tagliato il rating sul debito sovrano dell’Italia.

La decisione giunge a sorpresa in quanto il mercato si attendeva una simile decisione da parte di Moody’s, ed invece è arrivata prima S&P che, nel complesso, non ha comunque sinora sconvolto in data odierna il mercato azionario e quello obbligazionario.

Rating Italia tagliato da Standard and Poor’s

Tanto tuonò sul nostro Paese che piovve. ll mercato si aspettava e temeva un downgrade da parte di Moody’s, ed invece nella notte, a sorpresa, è stata l’Agenzia Standard and Poor’s ad abbassare il rating sul debito dell’Italia.

In particolare, Standard and Poor’s ha tagliato il rating sul nostro debito da “A+” ad “A” in base a ragioni che sono tutto tranne che sconosciute alla comunità finanziaria. Nel dettaglio, la decisione di S&P riflette la nostra crescita economica molto bassa, l’elevato livello del debito pubblico e, soprattutto, la fragilità a livello politico che chiaramente pesa sulla risoluzione dei problemi che affliggono il nostro Paese.

Petrolio Opec taglio produzione con oro nero libico

L’economia globale sta nuovamente rallentando, al punto che i più pessimisti stimano una nuova fase di recessione negli Stati Uniti, e comunque un sostanziale rallentamento del ciclo anche in Europa, a partire dai Paesi cosiddetti periferici dell’area euro.

Di riflesso è atteso anche un rallentamento della domanda di energia, a partire dal petrolio, ragion per cui presto i Paesi produttori, ed in particolare quelli facenti parte del cartello dell’Opec, potrebbero tagliare la produzione. Questo anche per effetto del ritorno della Libia sul mercato, la cui capacità giornaliera a pieno regime è pari all’incirca a 1,6 milioni di barili.