
Pur essendo poco attratti da un settore che tratta con uno sconto del 7% circa, gli esperti della banca d’affari giapponese hanno individuato quattro idee short e cinque idee long.

Pur essendo poco attratti da un settore che tratta con uno sconto del 7% circa, gli esperti della banca d’affari giapponese hanno individuato quattro idee short e cinque idee long.

La crisi di governo dell’Italia, che ha portato alle dimissioni del premier Mario Monti, rischia di contagiare negativamente gli altri paesi europei maggiormente in difficoltà. In primis c’è la Spagna. Non a caso il ministro dell’Economia spagnola, Luis De Guindos, ha dichiarato di temere un contagio dal peggioramento del quadro politico italiano. Intanto, mentre Piazza Affari cola a picco e gli spread tornano a salire pericolosamente, torna sotto i riflettori l’oro. Il prezioso metallo giallo torna ad essere il bene rifugio preferito dagli investitori nei momenti di incertezza.

I Paesi emergenti non sono però tutti uguali, pertanto è necessario prestare attenzione nel momento in cui si scegli quelli su cui puntare. Al riguardo, un valido aiuto arriva dagli analisti di UBS, che in un recente report hanno indicato quelli che secondo le loro previsioni nel 2013 metteranno a segno elevati tassi di crescita.

Per quanto riguarda il mercato petrolifero, in particolare, secondo gli esperti della banca d’affari statunitense durante il prossimo anno il prezzo medio del Brent sarà di 110 dollari al barile, mentre per il petrolio Wti la stima è di 105,50 dollari al barile.

Ebbene, proprio in considerazione del prospettato miglioramento delle condizioni macroeconomiche e della ripresa dei mercati azionari, alcune banche d’affari hanno deciso di rivedere le loro previsioni sull’andamento del prezzo dell’oro nel corso del prossimo anno.

Un portafoglio opportunamente diversificato non può pertanto risultare privo di una componente dedicata alle materie prime.

Secondo gli esperti della banca d’affari statunitense, infatti, si stanno concretizzando dei seri rischi al ribasso per il metallo giallo, il cui prezzo dovrebbe calare a mano a mano che la ripresa americana si rafforzerà.

Trattandosi di una ripresa legata in larga parte ad miglioramento del contesto macroeconomico, secondo gli esperti della banca tedesca occorre prediligere soprattutto quei titoli che fanno parte di settori fortemente influenzati dall’andamento della situazione economica dei Paesi europei, in modo tale da poter sfruttare al massimo la ripresa.

Stamattina la quotazione dell’oro è tornata sotto la soglia dei 1.700$ l’oncia, scendendo fino a toccare un minimo intraday a 1.695$ l’oncia. Si tratta del minimo più basso dallo scorso 7 novembre e forse anche il culmine di un movimento ribassista di breve periodo iniziato lo scorso 26 novembre da area 1.750$ l’oncia. La discesa dell’oro degli ultimi giorni ha, però, sorpreso molti analisti finanziari e trader, visto che il metallo giallo stava dando da qualche tempo forti segnali di ripresa.

Tra questi, in particolare, gli esperti della banca d’affari statunitense hanno individuato quelli che, secondo le loro previsioni, offriranno un dividend yield superiore al 3,5%, quindi piuttosto elevato e competitivo rispetto a quello offerto dai titoli governativi, merito soprattutto delle valutazioni modeste e dei progressi fatti dai governi nell’ambito del processo di aggiustamento dei conti pubblici.