
Trattasi, nello specifico, dei Bot 30.04.2012 con scadenza a 182 giorni. L’offerta è pari a 8,5 miliardi di euro a fronte di Bot in scadenza, per il 31 ottobre del 2011, per un controvalore complessivo pari a 8,525 miliardi di euro.


Oltre che nel corso dell’interno anno, il trend positivo del settore tecnologico sembra non aver subito alcun tipo di rallentamento neanche nel corso degli ultimi mesi, nonostante la nuova crisi iniziata durante l’estate.

Ad influire negativamente sulla divisa europea sono soprattutto i dubbi in merito alla possibilità che i vertici europei riescano ad arrivare ad un accordo capace di debellare definitivamente la crisi del debito sovrano che sta creando seri danni all’economica europea, o quantomeno di limitarne il più possibile gli effetti negativi.


Ne deriva quindi che i mutui che ad oggi risultano essere più convenienti sono diversi rispetto a quelli considerati come tali alcuni mesi fa.

Il cambiamento avvenuto nel corso dell’ultimo periodo è evidenziato da un’indagine condotta da CorrierEconomia e che mostra come tra le offerte meno economiche e quelle più convenienti dei mutui ventennali a tasso fisso esista una differenza di rata mensile di ben 104 euro (da 636 a 740 euro), mentre per i mutui trentennali sempre a tasso fisso tale differenza è di 65 euro (da 537 a 602 euro).

A spingere al rialzo la divisa europea sono soprattutto le attese in merito alla concreta possibilità che decisioni più significative vengano prese nel corso della riunione che si terrà mercoledì prossimo, così come anticipato nei giorni scorsi dal ministro delle Finanze tedesco.

Tra questi figurano oltre ai libretti postali, ai buoni fruttiferi postali e ai conti deposito anche i pronti contro termine, strumenti che consentono di parcheggiare i propri risparmi e di recuperarli dopo un tempo prestabilito insieme agli interessi maturati.

Del resto l’agguerrita concorrenza su questa particolare categoria di prodotti bancari ha spinto le banche a proporre offerte sempre più convenienti e che in alcuni casi prevedono un tasso di interesse superiore al 3%.

Anche in questo caso ad influire in modo determinante sulla decisione della banca d’affari statunitense sono state le previsioni relative all’impatto che avrà sui conti dell’azienda attiva nel campo delle energie rinnovabili l’estensione della Robin tax decisa dalla manovra finanziaria predisposta dal governo durante l’estate.