
Del resto l’agguerrita concorrenza su questa particolare categoria di prodotti bancari ha spinto le banche a proporre offerte sempre più convenienti e che in alcuni casi prevedono un tasso di interesse superiore al 3%.

Del resto l’agguerrita concorrenza su questa particolare categoria di prodotti bancari ha spinto le banche a proporre offerte sempre più convenienti e che in alcuni casi prevedono un tasso di interesse superiore al 3%.

Anche in questo caso ad influire in modo determinante sulla decisione della banca d’affari statunitense sono state le previsioni relative all’impatto che avrà sui conti dell’azienda attiva nel campo delle energie rinnovabili l’estensione della Robin tax decisa dalla manovra finanziaria predisposta dal governo durante l’estate.

La decisione è stata presa dopo un’attenta analisi che ha portato gli analisti a ritenere piuttosto difficile che il colosso energetico riesca a raggiungere l’obiettivo di un Ebitda 2013 a 18,5 miliardi, soprattutto alla luce della costante pressione competitiva nel settore del gas, della minore crescita internazionale e della debolezza delle valute in America Latina.


Ad oggi, infatti, la piazza milanese occupa il ventesimo posto nella classifica delle Borse mondiali, una posizione piuttosto lontana dall’ottavo posto occupato nel 2001 grazie ad una capitalizzazione di 593 miliardi, ossia pari al 50% del Pil. Oggi, invece, la capitalizzazione di Piazza Affari risulta essere drasticamente calata a 359 miliardi di euro, pari al 23% del Pil.

Tra le società quotate a Piazza Affari e che hanno fissato per il prossimo novembre la data di stacco dell’acconto sul dividendo 2011 figurano Enel e Atlantia. Entrambe le società, infatti, il 21 novembre staccheranno un acconto sul dividendo relativo all’esercizio in corso pari rispettivamente a 0,10 e 0,355 euro.

I due investimenti sono identici dal punto di vista del rischio emittente, in quanto sono entrambi garantiti dallo Stato, tuttavia secondo Sarni i buoni postali indicizzati all’inflazione sono decisamente più convenienti per i risparmiatori.


Gli analisti della banca tedesca, in particolare, hanno ridotto il target price su Unicredit da 1,6 a 1,3 euro, su Intesa Sanpaolo da 2,1 a 1,9 euro, su Banco Popolare da 1,7 a 1,6 euro, su Ubi Banca da 3,7 a 3,1 euro e su Credem da 3,4 a 3,1 euro. Per quanto riguarda la raccomandazione, invece, su Unicredit e Intesa Sanpaolo è stato mantenuto rating “buy” mentre per le altre tre il ratng fissato è “hold”.
