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Previsioni prezzo petrolio 2012

Scritto da: Stefania Russo in Macro Economia il 27th gennaio alle: 15:51

Nonostante l’attesa recessione che colpirà il Vecchio Continente nel 2012, una considerevole parte di analisti ritiene che nel corso di quest’anno il prezzo del petrolio non registrerà una flessione, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe in una fase di forte rallentamento economico da parte di grandi paesi come l’Europa o gli Stati Uniti.

Il motivo, secondo gli esperti, è da ricercare nell’incapacità dei paesi produttori di greggio di fronteggiare la continua crescita di domanda, soprattutto da parte dei paesi emergenti.

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Prezzo petrolio in aumento per timori chiusura stretto di Hormuz

Scritto da: Alessandro Bombardieri in Quotazioni il 28th dicembre alle: 09:19

L’Occidente ha minacciato di sanzionare l’esportazione di petrolio iraniano, preoccupato dal piano nucleare del paese Orientale. Teheran però è pronta a rispondere, infatti ora l’Iran minaccia a sua volta l’Occidente di chiudere lo stretto di Hormuz bloccando di fatto il traffico mondiale delle petroliere.

Come dichiarato dal vicepresidente Mohammad Reza Rahimi, se l’Occidente intende sanzionare l’esportazione del petrolio iraniano, allora non uscirà più nemmeno una goccia di petrolio dal paese.
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Petrolio Opec taglio produzione con oro nero libico

Scritto da: Filadelfo Scamporrino in Macro Economia il 19th settembre alle: 13:47

L’economia globale sta nuovamente rallentando, al punto che i più pessimisti stimano una nuova fase di recessione negli Stati Uniti, e comunque un sostanziale rallentamento del ciclo anche in Europa, a partire dai Paesi cosiddetti periferici dell’area euro.

Di riflesso è atteso anche un rallentamento della domanda di energia, a partire dal petrolio, ragion per cui presto i Paesi produttori, ed in particolare quelli facenti parte del cartello dell’Opec, potrebbero tagliare la produzione. Questo anche per effetto del ritorno della Libia sul mercato, la cui capacità giornaliera a pieno regime è pari all’incirca a 1,6 milioni di barili.
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Prezzo petrolio in calo per timori recessione USA

Scritto da: Stefania Russo in Macro Economia il 9th agosto alle: 13:27

I timori su una possibile recessione negli Stati Uniti, aggravati nel corso degli ultimi giorni dalla bocciatura arrivata da Standard & Poor’s, hanno causato un netto ribasso del prezzo del greggio.

I future sul Brent scambiano infatti in tarda mattinata a 102,82 dollari al barile, ovvero in flessione dello 0,89%, in particolare il comparto petrolifero europeo è oggi uno dei peggiori, con un calo di oltre cinque punti percentuali. A Piazza Affari il titolo Eni registra una flessione del 2,45% a 12,74 euro, Tenaris registra un calo del 3,46% a 11,45 euro, mentre Saipem cede il 3,51% a 26,11 euro.

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Conseguenze aumento prezzo petrolio

Scritto da: Stefania Russo in Macro Economia il 23rd luglio alle: 09:00

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), nel corso del prossimo anno la domanda di petrolio aumenterà di 1,47 milioni di barili al giorno, per una crescita totale di 91 milioni di barili durante tutto l’anno. In altre parole il prossimo anno verranno richiesti 30 milioni di barili in più rispetto a quelli richiesti 25 anni fa.

L’aumento della domanda secondo gli esperti è da ricondurre soprattutto all’incremento della domanda proveniente dalla Cina e dai Paesi Emergenti, in particolare le stime parlano di un incremento dal 15% rispetto ad oggi.

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Differenza tra WTI e Brent

Scritto da: Stefania Russo in Macro Economia il 7th marzo alle: 16:59

Il WTI (West Texas Intermediate) e il Brent sono i due principali tipi di greggio utilizzati come riferimento nei mercati mondiali, il primo è scambiato a New York mentre il secondo è scambiato a Londra. Il WTI è senza dubbio quello su cui si registrano i maggiori volumi di scambio, non a caso viene considerato il principale riferimento del prezzo del petrolio a livello mondiale.

La differenza tra il WTI e il Brent, tuttavia, non si limita solo ai mercati su cui vengono scambiati, ma ha a che fare anche con la qualità del petrolio stesso.

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Petrolio ai massimi da 28 mesi

Scritto da: Alessandro Bombardieri in Macro Economia il 23rd febbraio alle: 16:01

In risposta a quanto sta succedendo in Libia, prosegue il rally del prezzo del petrolio.

La guerra civile esplosa in Libia, uno dei maggiori produttori di greggio a livello mondiale, sta facendo schizzare il prezzo dell’oro nero a livelli che non si vedevano da tempo.
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Inflazione 2011

Scritto da: Francesco Di Cataldo in Macro Economia il 21st febbraio alle: 10:15

Nei giorni scorsi abbiamo avuto la possibilità di studiare l’andamento delle principali valute nel 2011 dando maggiore spessore all’andamento dell’Euro che ha visto un notevole apprezzamento grazie anche agli acquisti avvenuti in Asia. Nella mattina abbiamo potuto osservare l’andamento della valuta americana che ha ottenuto un forte rallentamento contro le principali valute mondiali tranne che per lo Yen.

I principali prodotti speculativi come Oro, Argento e Petrolio hanno subito nei giorni scorsi importanti rialzi ed il prezzo del greggio si è attestato sopra i 91 dollari al barile abbandonando così il supporto a 85 dollari e se il prezzo dovesse sfondare quota 92,5 allora è probabile un allungo verso i 100 dollari al barile.

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Euro in rialzo sul dollaro, future greggio in ripresa

Scritto da: Stefania Russo in Forex il 11th novembre alle: 15:29

I timori legati alla crisi del debito sovrano che nei giorni scorsi hanno causato una calo dell’euro nei confronti del biglietto verde sono andati progressivamente scemando soprattutto dopo l’asta delle obbligazioni portoghesi con un rendimento del 6,156%, con scadenza ottobre 2016 per un ammontare complessivo pari a 556 milioni di euro, nonché di quelle con rendimento pari a 6,846% per un valore complessivo di 686 milioni di euro con scadenza giugno 2010.

L’indebolimento dei timori relativi al debito sovrano, dunque, ha provocato un nuovo rafforzamento della moneta europea nei confronti del dollaro. Questa mattina, in particolare, il cambio euro dollaro ha raggiunto 1,3819, anche se i mercati restano sostanzialmente cauti in attesa del G20 a Seul, in Corea del Sud.

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