
Sebbene negli Stati Uniti la crescita continua ad essere caratterizzata da una persistente debolezza, i vertici delle Banca centrale americana non sembrano temere scenari recessivi.

Sebbene negli Stati Uniti la crescita continua ad essere caratterizzata da una persistente debolezza, i vertici delle Banca centrale americana non sembrano temere scenari recessivi.

Tra questi figurano gli analisti di Deutsche Bank, che hanno comunicato di aver tagliato il target price sui titoli di ben sette banche italiane, in particolare è stato rivisto al ribasso il target price di Banco Popolare a 1,7 da 2 euro, di Intesa Sanpaolo a 2,1 da 2,2 euro, di Unicredit a 1,6 da 1,8 euro, di Mps a 0,8 da 0,9 euro, di Bpm a 1,3 da 1,7 euro, di Credito emiliano a 3,4 da 4 euro e di Ubi Banca a 3,4 da 4 euro.

Nel giorno che precede la scadenza del divieto di effettuare vendite allo scoperto, infatti, la stampa sottolinea l’intenzione dell’Europa di prorogare il divieto di short selling, affermando che l’annuncio con ogni probabilità sarà dato oggi a mercati chiusi.

A riferirlo è Reuters, che citando alcune fonti molto vicine all’operazione parla di un rendimento indicato a 215-220 punti base sopra il tasso swap.

Secondo gli esperti, infatti, nel caso in cui Bernanke dovesse annunciare un rinvio del lancio delle misure di sostegno monetario è probabile che il dollaro registrerà un nuovo rialzo nei confronti delle principali valute di riferimento.

Secondo gli esperti della banca svizzera, in particolare, una revisione al rialzo delle stime su Lottomatica relative al 2011 e al 2012 verrà effettuata a breve anche dagli altri analisti delle principali banche d’affari, in particolar modo dopo che l’Amministrazione Autonoma del Monopolio di Stato renderà noti i dati mensili e che, stando alle previsioni di Credit Suisse, andranno a segnalare una crescita del settore.

Natixis, in particolare, ha tagliato il target price sul titolo Saipem portandolo da 49 a 42 euro e il target price sul titolo Eni da 17,8 a 14,3 euro. Per entrambe le aziende la banca d’affari ha confermato rispettivamente rating “buy” e “neutral”.

La società, in particolare, ha archiviato la prima metà dell’anno con ricavi pari a poco meno di 300 milioni di euro, l’Ebitda ha toccato i 65,2 milioni di euro mentre il risultato netto è stato pari a 37,13 milioni di euro.


Di seguito forniamo quelle che alla fine di agosto 2011 risultano essere le stime del consensus rispettivamente sull’Eps e sul dividendo di ciascuna società quotata a Piazza Affari al 31 dicembre 2011.