
La prima di questa si tiene a metà mese e ha ad oggetto il collocamento di BTP triennali, mentre la seconda viene disposta alla fine del mese e ha ad oggetto il collocamento di BTP con scadenza a cinque e dieci anni.

La prima di questa si tiene a metà mese e ha ad oggetto il collocamento di BTP triennali, mentre la seconda viene disposta alla fine del mese e ha ad oggetto il collocamento di BTP con scadenza a cinque e dieci anni.

Tuttavia, non manca chi non vuole rinunciare a dedicare una parte del suo portafoglio di investimenti alle materie prime, intravedendo delle possibilità di guadagno. In tal caso, possono risultare utili le previsioni fornite dagli analisti di Goldman Sachs sull’andamento dei prezzi delle principali materie prime agricole.

La decisione è stata presa a seguito del miglioramento delle stime per il biennio 2013-2014, circostanza che ha spinto gli stessi analisti a rivedere anche il target price sulle azioni privilegiate, da 3,15 a 3,25 euro. Su entrambe le categorie di azioni è stato ribadito rating “buy”.

In particolare, il 12 giugno 2013 il Tesoro italiano consentirà agli investitori istituzionali e agli investitori privati di acquistare BOT con scadenza 13 giugno 2014 (364 giorni).

All’interno del gruppo di azioni su cui secondo gli esperti della banca d’affari statunitense vale la pensa investire figura anche un’italiana.
E’ notte fonda per il dollaro australiano, che sul forex continua ad essere la valuta più venduta degli ultimi sette giorni. Stamattina il tasso di cambio Aud/Usd è sceso fino a 0,9726, toccando il minimo più basso da quasi un anno. Il crollo dell’Aussie è coinciso con la decisione della Reserve Bank of Asutralia di tagliare i tassi di interesse di un quarto di punto al 2,75% ai minimi storici. La RBA ha capito il momento difficile per l’economia australiana e ora intende rilanciarla con una politica monetaria maggiormente espansiva.
Continua la fase di debolezza per la moneta unica, che fino a qualche giorno fa riusciva a mantenersi sopra la soglia psicologica di 1,30 grazie anche ai forti flussi in acquisto sui bond governativi dell’area euro e alle richieste provenienti dagli investitori istituzionali esteri (in particolare dal Giappone). La forza generalizzata del dollaro americano, però, sta schiacciando il cross Eur/Usd sotto il peso della pressione ribassista e nel giro di pochi giorni i prezzi sono passati da 1,3170 a 1,2840.

Nonostante questo, tuttavia, gli esperti continuano a non avere un giudizio positivo sul titolo, avendo ribadito rating “reduce”, pertanto continuano a consigliare agli investitori di ridurre l’esposizione del titolo all’interno del loro portafoglio di investimenti.

Anche Banco Popolare, dunque, sulla scia di quanto già fatto nel corso degli ultimi mesi da altri istituti bancari, ha lanciato un’operazione di riacquisto di bond, un fenomeno che ha subito una pesante accelerazione soprattutto dopo che la Banca centrale europea ha iniziato ad iniettare liquidità consentendo alle banche di ottenere prestiti ad un tasso agevolato.

Ad influire negativamente sul titolo sono stati soprattutto i risultati deludenti realizzati dalla società nel corso del primo trimestre del 2013, pubblicati ieri in serata, che hanno evidenziato un calo sia dei ricavi che dell’utile netto. La società ha inoltre fatto sapere che, sulla base dei dati dei primi tre mesi dell’anno, stima di registrare al termine del primo semestre un calo del fatturato del 10% circa.