Investire sfruttando la crisi europea

La crisi del debito sovrano sta mettendo a dura prova la pazienza degli investitori che si trovano a dover fare i conti con un andamento delle Borse europee molto spesso eccessivamente condizionato dai timori inerenti alla situazione debitoria di alcuni paesi europei, nonchè dalle scelte dei governi di tali paesi e dalle decisioni dell’Unione europea e della Banca centrale europea.

Tra questi stessi investitori, tuttavia, figura un folto gruppo di persone che, avendo piena fiducia nelle autorità europee e nelle loro scelte, ha deciso di sfruttare i momenti di volatilità per poter acquistare ad un prezzo più basso.

Rischi investimenti ETF

Nell’ultimo periodo si parla spesso di ETF sintetici, ossia di una particolare categoria di ETF che vengono spesso erroneamente confusi con gli ETf tradizionali. A chiarire le differenze tra queste due categorie di strumenti finanziari, e soprattutto ad evidenziare quelli che sono i rischi nascosti dei nuovi ETF, ci ha pensato Armando Carcaterra di Anima Sgr.

Carcaterra, in particolare, dopo aver ricordato che gli ETF tradizionali sono dei fondi comuni che si limitano a replicare determinati indici del mercato azionario o obbligazionario (per questo sono anche chiamati fondi passivi) e che possono essere acquistati e venduti in ogni momento in Borsa come se fossero semplici azioni, ha messo in guardia gli investitori sui rischi che si celano dietro a strumenti solitamente identificati come ETF e che molto spesso gli investitori ignorano.

Dettagli aumento di capitale UBI Banca

L’aumento di capitale lanciato da UBi Banca lo scorso lunedì consentirà all’istituto di rafforzare la sua situazione patrimoniale, soprattutto in vista dei requisiti patrimoniali imposti da Basilea 3, e di cogliere eventuali opportunità di crescita future.

In base alle previsioni, infatti, a seguito dell’aumento di capitale si verificherà un incremento di 106 punti base, per cui il Core Tier I si dovrebbe attestare all’8,01%, il Tier I all’8,53% e il total capital ratio al 12,23%.

Cambio euro dollaro 08 giugno 2011

Al termine della seduta asiatica il dollaro è protagonista di un leggero recupero sull’euro, dopo il netto calo subito nelle ore precedenti a causa delle parole del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, che nel corso di un suo intervento ha lasciato intendere che a causa della lenta ripresa e della fragilità dell’economia statunitense i tassi di interesse rimarranno bassi ancora per molto.

Il presidente della Banca centrale americana ha quindi ribadito ancora una volta l’intenzione di voler mantenere una politica monetaria espansiva, contrariamente a quello che è l’atteggiamento della Banca centrale europea, la cui politica monetaria è invece improntata a contrastare il rialzo dei prezzi.

La Borsa di New York tenta il rimbalzo: 07/06/2011

Oggi intorno alle 17,30 ora italiana, il Dow Jones sale dello 0,64%, come lo Standard & Poors 500, mentre il Nasdaq Composite sale dello 0,5%. Nella giornata odierna sono i bancari tra i titoli in evidenza, e quindi con davanti il segno più, dopo settimane di ipervenduto.

Rating Yoox abbassato da Citigroup

Sebbene la valutazione arrivata da Citigroup non sia affatto negativa, il titolo Yoox a Piazza Affari è arrivato a perdere quasi sei punti percentuali dopo l’annuncio della Banca USA di aver tagliato il rating sulla quotazione del sito di e-commerce portandolo da “buy” a “hold”.

La valutazione della banca americana che ha accompagnato il downgrade, tuttavia, come anticipato, non è affatto negativa. Citigroup ha infatti ribadito che il titolo Yoox continua ad essere ben visto e che il recente incontro con l’amministratore delegato Federico Marchetti ha ulteriormente rafforzato questa convinzione.

Quotazione in Borsa Ferragamo via libera da Borsa Italiana

E’ arrivato prima del previsto il via libera di Borsa Italiana alla quotazione in Borsa di Salvatore Ferragamo, che aveva presentato la domanda di ammissione esattamente una settimana dopo Moncler, che ricordiamo ha però annunciato ieri di aver deciso di rinviare l’Ipo a data non ancora definita, ma comunque non entro la fine dell’anno.

Oltre a Prada, dunque, tra le Ipo 2011 del settore moda resta Ferragamo, che contrariamente al marchio della stilista Miuccia Prada ha scelto di puntare sul made in Italy e di quotarsi quindi alla Borsa di Milano. Il gruppo ora attende solo l’ok definitivo dalla Consob.

Andamento Ipo Prada a Hong Kong

Secondo quanto riferito da Bloomberg, che cita come fonte tre persone molto vicine al dossier, la quotazione di Prada alla Borsa di Hong Kong starebbe procedendo meglio del previsto. Durante il primo giorno di offerta, infatti, almeno stando alle indiscrezioni di stampa, le richieste raccolte sono state tali da andare a coprire interamente l’offerta.

Si tratta ovviamente della domanda proveniente dagli investitori professionali, a cui ricordiamo è però riservato ben il 90% dell’offerta totale.

Cambio euro dollaro 07 giugno 2011

La divisa europea continua a beneficiare della debolezza del dollaro e del valido supporto dato dall’incremento di domanda probabilmente proveniente in larga parte da investitori asiatici.

Stamane al termine della seduta asiatica l’euro si è attestato a 1,4608/10 dollari dalla precedente chiusura newyorkese a 1,4576. Gli esperti ritengono che, dopo i livelli minimi raggiunti nel corso delle ultime settimane, ora il nuovo target dell’euro si colloca a 1,50 dollari.

Ipo Moncler rinviata

Dopo l’annullamento dell’Ipo Philogen e dell’Ipo Rhiag, anche Moncler ha deciso di rinviare la sua quotazione in Borsa. La decisione è stata annunciata dalla società mediante una nota, nella quale viene annunciato che Moncler e i suoi azionisti, dopo aver attentamente valutato le attuali condizioni di mercato, hanno deciso di non lanciare l’offerta pubblica di acquisto e sottoscrizione finalizzata allo sbarco in Borsa al fine e di rinviare il progetto ad una fase successiva.

Nella stessa nota viene anche precisato che gli azionisti di Moncler hanno sottoscritto un accordo con la società francese di investimenti Eurazeo e avente ad oggetto l’entrata di quest’ultima nel capitale di Moncler.