
Le performance positiva registrata ieri ha seguito la notizia dell’Opa di Lactalis sulla totalità delle azioni Parmalat, un annuncio che ha immediatamente riacceso l’appeal speculativo sul titolo, che però è durato molto meno del previsto.

Le performance positiva registrata ieri ha seguito la notizia dell’Opa di Lactalis sulla totalità delle azioni Parmalat, un annuncio che ha immediatamente riacceso l’appeal speculativo sul titolo, che però è durato molto meno del previsto.

La banca d’affari americana, infatti, ha fatto sapere che secondo le sue previsioni gli azionisti di Generali Assicurazioni intascheranno nel 2012 un dividendo 2011 pari a 0,62 euro e nel 2013 un dividendo 2012 pari a 0,68 euro per azione, in aumento rispetto ai 0,45 euro per azione distribuiti in relazione all’esercizio 2010.

Si tratta di una fattispecie che, almeno all’apparenza, risulta molto conveniente e appetibile in quanto consente di sfruttare il maggior risparmio offerto dal tasso variabile e al tempo stesso di dormire sonni tranquilli, sapendo che la propria rata non potrà mai salire oltre una soglia predeterminata.

Basti pensare che un reporter di una famosa rivista finanziaria nel 1909 seguì 250 delle sue operazioni di Borsa e attestò che il 92,3% di queste risultarono vincenti, un risultato incredibile che Gann diceva di riuscire ad ottenere mediante metodi che a suo dire traevano ispirazione dalla Bibbia e in particolare da una frase tratta dallo stesso libro sacro e secondo cui quello che è già accaduto prima o poi accadrà di nuovo.

L’intervento del governo si tradurrà in una norma inclusa nel decreto per lo sviluppo che il Consiglio dei Ministri approverà il prossimo 6 maggio e che è frutto della collaborazione tra il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari.

A spingere al rialzo l’azione dell’azienda di Collecchio è stato l’annuncio di questa mattina del gruppo francese Lactalis, che ha comunicato di aver lanciato un’offerta pubblica di acquisto volontaria e totalitaria sulle azioni di Parmalat verso un corrispettivo pari a 2,60 euro per azione, ossia un prezzo che include un premio del 21,3% rispetto alla media del valore della quotazione in Borsa di Parmalat nel corso dell’ultimo anno.

In entrambi i casi esiste una propensione a rischio, la stessa che caratterizza tutti gli investimenti. A seconda della composizione del portafoglio obbligazionario, tuttavia, la propensione al rischio può essere alta, media o bassa.

Del resto si tratta di un cambiamento obbligatorio alla luce delle vistose differenze di spesa annua che esistono tra un immobile di classe A e uno di classe inferiore. Il primo, infatti, richiede per il condizionamento o per il riscaldamento sei volte meno rispetto al secondo, con una differenza di spesa che in alcuni casi si traduce in diverse migliaia di euro all’anno.

Ma cosa accadrà nel corso dei prossimi anni? Secondo il co-fondatore di Quantum Fund le commodities si riveleranno l’investimento vincente anche nel corso dei prossimi anni. Questa previsione secondo Rogers vale soprattutto per i prodotti agricoli, le cui quotazioni a suo avviso continueranno a crescere nel corso del prossimo decennio, pur passando per diverse fasi di assestamento.

E’ questa, quindi, la conclusione a cui è arrivato l’istituto di Piazza Cordusio a seguito di un’analisi approfondita su quelli che sono i benefici legati alle varie opzioni strategiche, arrivando quindi a ritenere che per Pioneer la soluzione migliore è quella della crescita organica, soprattutto alla luce di quelle che sono le ultime evoluzione del mercato.