
La decisione è stata presa contestualmente all’approvazione dei risultati realizzati nel 2010, archiviato con un utile netto pari a 452 milioni di euro, ossia in crescita dell’8,1% rispetto ai 418 milioni realizzati nel 2009.

La decisione è stata presa contestualmente all’approvazione dei risultati realizzati nel 2010, archiviato con un utile netto pari a 452 milioni di euro, ossia in crescita dell’8,1% rispetto ai 418 milioni realizzati nel 2009.

La carta di debito, detta anche bancomat, è una carta utilizzata per fare acquisti servendosi dei soldi depositati sul proprio conto corrente e che verranno scalati immediatamente o comunque nel giro di pochissime ore. In questo caso, dunque, il cliente non riceve alcun credito dalla banca, in quanto utilizza i soldi depositati sul conto corrente.

Contrariamente a quanto si possa pensare, tuttavia, la risalita de L’Espresso non coincide con la fine della crisi del mercato editoriale e della carta stampata, che al contrario continua a soffrire. A spingere in alto i conti, infatti, è stata soprattutto l’opera di contenimento dei costi attuata dalla società e che ha reso possibile un miglioramento della redditività, nonostante un fatturato pressoché invariato.

In questo contesto, dunque, la scelta del mutuo per chi sta comprando casa ora diventa ancora più complicata. Un piccolo aiuto a riguardo arriva dalle pagine di CorrierEconomia che, utilizzando come fonte MutuiOnLine e prendendo come esempio un mutuo da 100.000 euro, ha stilato la classifica delle banche che offrono i migliori mutui, distinguendo tra mutui a tasso variabile a 20 anni, mutui a tasso variabile a 30 anni, mutui a tasso fisso a 20 anni, mutui a tasso fisso a 30 anni, mutui con cap a 20 anni e mutui con cap a 30 anni.

Gli esperti, in particolare, prevedono per l’esercizio 2010 un utile netto consolidato di 1,2 miliardi, in flessione rispetto ai 1,7 miliardi realizzati nel 2009. Per quanto riguarda l’ultimo trimestre dell’anno, invece, è atteso un utile netto pari a 215 milioni.

Pirelli ha chiuso il 2010 con un risultato operativo comprensivo degli oneri di ristrutturazione pari a 407,8 milioni di euro, in crescita del 63,3%, mentre il risultato netto è risultato positivo per 228 milioni, in altre parole triplicato rispetto ai 77,6 milioni del 2009.

La banca d’affari ha motivato la sua decisione spiegando che in base al suo punto di vista la presentazione del piano strategico rappresenta l’inizio di una gestione più attiva del portafoglio di asset, in particolare ritiene che mediante alcune dismissioni la compagnia petrolifera italiana potrebbe accrescere ulteriormente il suo valore.

L’azienda leader nel mercato dei lettori di codici a barre ha archiviato il 2010 con un utile netto consolidato di 18 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 12,2 milioni registrata nel 2009.

In base alle previsioni sui tassi di interesse 2011, ad aprile il tasso di riferimento dovrebbe subire il primo incremento di un quarto di punto percentuale, questo significa in termini pratici che su un mutuo da 100.000 euro ci sarà un incremento di circa 20 euro al mese. Il problema, tuttavia, è capire quanti incrementi di un quarto di punto percentuale verranno attuati.

A Piazza Affari la quotazione Italcementi intorno alle 16:00 registra un rialzo di oltre quattro punti percentuali a 7,54 euro, interrompendo così il trend negativo del titolo iniziato lo scorso novembre.